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Intervista al Dott.Riccardo Campa

Gianluca Riccio avatar Mercoledì 12 Aprile 2006, 02:16 in Interviste di Gianluca Riccio

Testata_1


Campa E' con immenso onore che Futuroprossimo apre la sua serie di interviste con il Dottor Riccardo Campa, un esperto mondiale di Transumanesimo.Riccardo Campa è professore associato di sociologia all'Università di Cracovia: Insegna sociologia della scienza e della tecnologia, filosofia delle scienze sociali, sociologia e psicologia del terrorismo. E' ciò che si dice una mente aperta:Dottore di ricerca in filosofia delle scienze sociali, dottore in filosofia, dottore in scienze politiche, tenente cpl della guardia di finanza, giornalista professionista, perito elettronico. Ha finora pubblicato due saggi, /Epistemological Dimensions of Robert Merton's Sociology/ (Torun University Press, 2001) e /Il filosofo è nudo (Marszalek, 2001)/. Ex presidente del Circolo dei Prometeici, è tra i fondatori dell'Associazione Italiana Transumanisti: Da Gennaio è Direttore dell'Associazione Mondiale dei Transumanisti: vi resterà in carica fino al 2008.

Domanda1

Sono state elaborate diverse definizioni di questo termine. In rete, è possibile reperire quella del filosofo Max More, leader degli extropians, o quella ufficiale della World Transhumanist Association. Occhio1 La definizione alla quale sono maggiormente affezionato è, tuttavia, quella che io stesso ho formulato per un’enciclopedia. La riporto interamente: «Il termine “transumanesimo” indica una dottrina filosofica appartenente alla famiglia delle ideologie progressiste. Gli intellettuali transumanisti elaborano, studiano o promuovono le tecnologie finalizzate al superamento dei limiti umani. Analizzano i trend, le dimensioni psicologiche, le implicazioni etiche e l’impatto sociale di tali tecnologie, ponendo in luce soprattutto gli aspetti positivi dello sviluppo scientifico, ma senza sottovalutarne i potenziali pericoli. Con lo stesso termine si indica il movimento intellettuale e culturale che, facendo riferimento a tale filosofia, ritiene possibile e desiderabile l’alterazione in senso migliorativo della condizione umana. Per “miglioramento” si intende la limitazione e, possibilmente, l’eliminazione di fenomeni o processi naturali come l’invecchiamento, la malattia e la morte, nonché l’aumento delle capacità intellettuali, fisiche e psicologiche dell’uomo». Le altre definizioni cui ho accennato sopra differiscono leggermente dalla mia, ma il significato complessivo è più o meno lo stesso.

Domanda2

Lei mi fa una domanda che mi giunge particolarmente gradita. Il mio interessamento al transumanesimo nasce proprio dal fatto che questo campo di studi attribuisce nuova importanza alle domande classiche della filosofia, perché l’ultimo quesito è strettamente legato agli altri. La domanda “Cosa sto diventando?” non può essere posta senza chiedersi nel contempo “Chi sono?”. E’ una domanda che troviamo sui libri di scuola, ma quante persone si interrogano seriamente sul tema dell’identità e dell’essenza? E quante invece vivono in uno stato di quasi inconsapevolezza? Molti fanno quello che gli altri fanno o che è loro chiesto di fare, senza porsi troppe domande. Ma se entrano in scena, nella vita di tutti i giorni, tecnologie che modificano il corpo e la mente dell’uomo, la domanda diventa ineludibile anche per chi non è filosofo di professione. Occhio2 Le tecniche di procreazione assistita e le macchine che prolungano la vita (alimentazione artificiale, macchina cuore-polmoni) impongono già una riflessione sui concetti di “vita” e di “morte”. Concetti che prima parevano ovvi, oggi sono problematici. Stiamo iniziando a rimpiazzare i nostri organi con protesi artificiali e, sempre più spesso, modifichiamo il nostro stato psichico o umore assumendo sostanze chimiche, pillole. Nel film “L’uomo bicentenario” di Chris Columbus, che trae ispirazione da un libro di Asimov, ci si chiede quanta sostanza organica dobbiamo implementare in un robot, affinché possa essere dichiarato uomo. Noi saremo sempre più assillati anche dalla domanda esattamente speculare: quanti impianti cibernetici un uomo deve avere, perché possa essere dichiarato una macchina? E la domanda che segue logicamente è sui diritti civili: data questa simbiosi tra uomo e macchina, tra biologico e meccanico, tra naturale e artificiale, possiamo negare alle macchine coscienti i diritti che rivendichiamo per noi stessi?

Il transumanesimo ha dunque il grande merito di riportare nell’orizzonte del quotidiano le domande della filosofia, soprattutto quelle che riguardano la nostra ontologia. Se io mi indentifico con il mio pensiero, se riconosco che un certo stato psichico-umorale influenza il mio modo di pensare, se so che assumendo sostanze chimiche posso modificare il mio stato psichico-umorale, la conseguenza di tutte queste premesse è che, assumendo anche una semplice pastiglia, io modifico me stesso. In realtà non c’è niente di nuovo sotto il sole, perché l’uomo modifica artificialmente il proprio corpo e la propria mente da millenni. Assumere vino, caffè, tabacco, tè, camomilla e altre sostanze eccitanti o calmanti è un modo per cambiare artificialmente i propri stati di pensiero, quindi se stessi.

Torno allora alla domanda… Cosa stiamo diventando? Premesso che un futurologo non è un profeta, ma un intellettuale che studia i trend e cerca di delineare possibili scenari futuri, mi sento di poter dire che il paradigma cibernetico farà il suo gioco prima del paradigma eugenetico. Mi spiego meglio. Anche se avremo presto le tecnologie per modificare geneticamente noi stessi e i nostri figli, non credo che lo faremo subito in modo massivo, perché troppo vicino è l’orrore dell’eugenetica nazista. Anche se l’eugenetica liberale è tutt’altra cosa, perché lascia all’individuo la libertà di decidere per se stesso e quindi non apre le porte all’omologazione, ma alla differenziazione, rimangono resistenze politiche e psicologiche difficili da superare. Credo quindi che le modifiche più evidenti, nella prima fase, saranno legate al processo di “cyborghizzazione”. Solo successivamente, quando ci renderemo conto che la differenza è solo di metodo, interverremo direttamente sulla nostra genetica. E’ per questa ragione che ritengo l’attuale dibattito bioetico, in buona misura, fuori bersaglio.

Domanda3

Per un popolo del nord non è difficile capire che la natura non è solo madre ma anche matrigna. Quando vivi per quattro o cinque mesi all’anno a venti gradi sotto zero, capisci perfettamente che termini come “tecnologia” o “industria” non sono brutte parole. Non potrebbero vivere milioni di persone in quelle lande, se non ci fosse stata la rivoluzione industriale. Questo è vero in buona parte anche per i popoli del sud, come l’Italia, ma è meno evidente. La parola “natura” viene associata con il sole, il mare, le montagne, i fiori e i prati. L’associazione è corretta, ma incompleta. Natura è anche clima ostile, alluvione, tornado, terremoto, catastrofe, malattia, invecchiamento, morte, entropia. Per gustare gli aspetti più piacevoli della natura, dobbiamo prima ridurre o eliminare gli aspetti negativi di essa. E questo l’uomo lo ha sempre fatto attraverso la scienza e la tecnica. E continuerà a farlo. Ripeto, è difficile farlo capire agli italiani e ai popoli del sud, proprio per la gentilezza del clima e dell’ambiente. E’ per questo che non facciamo che arrancare, nel tentativo di stare dietro ai popoli del nord, sul piano dello sviluppo economico.

Servirebbe una rivoluzione culturale. Dovremmo riformare la cultura a partire dalle scuole. La maggior parte della letteratura che propiniamo ai nostri scolari e studenti è passatista, nostalgica, luddista. Nei manuali di letteratura c’è solo un capitolo sui futuristi, che vengono tra l’altro presentati come dei pazzoidi in odore di fascismo, il resto è glorificazione poetica dei prati in fiore e del passato. Occhio3 La verità è che la scuola italiana è stata impostata in questo modo dal vero ideologo del fascismo, che fu Giovanni Gentile e che ebbe ben poco in comune con i futuristi. Ma dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Dobbiamo cambiare, perché la società diventa sempre più globale e tecnologicamente avanzata, mentre la nostra scuola produce cittadini passatisti, luddisti, tecnofobi. Il che significa che la nostra scuola produce degli individui destinati all’infelicità. Non dico che dobbiamo infarcirli di ideologia positivista per farli sentire perfettamente integrati, ma diamo loro almeno una educazione equilibrata, affinché poi possano scegliere. Se fossi ministro della pubblica istruzione, metterei nei piani di studio molta più letteratura dell’immaginario tecnologico (quella che volgarmente chiamiamo fantascienza) e molto meno Pascoli o Manzoni. Il fatto stesso che quasi tutti gli intellettuali italiani considerino la fantascienza una letteratura di serie B o addirittura una “non cultura”, è indice del loro sfasamento con la storia. Loro vanno da una parte, mentre il mondo va dall’altra.

Domanda4

L’uploading è lo scaricamento… o meglio il caricamento di una mente umana in un computer. E’ evidente che per il momento si tratta soltanto di un’ipotesi, sulla quale però stanno lavorando seriamente diversi ingegneri e scienziati. Se accettiamo le premesse dell’ontologia materialistica, ovvero identifichiamo la mente con un flusso di informazioni prodotto dal cervello, diventa plausibile l’ipotesi di dirottare quel flusso di informazioni su un diverso supporto materiale. Naturalmente non è una questione facile da risolvere, perché la macchina che accoglie la mente deve poi essere in grado di “fare girare il programma”, deve cioè supportare quel tipo di informazione. Se pensiamo che esiste un problema di compatibilità anche tra calcolatori di marche diverse, possiamo ben capire la difficoltà che troviamo nel rendere compatibili computer e cervello umano. Eppure certi esperimenti dimostrano che è possibile trasferire informazioni, per il momento molto elementari, da un supporto all’altro. In fondo, i nostri pensieri si manifestano sotto forma di scariche elettriche e reazioni chimiche. Perché sia possibile l’upload completo, dobbiamo però prima riuscire a capire esattamente come funziona il cervello umano e costruirne uno analogo artificiale. Non deve essere necessariamente a base di carbonio come il nostro. Può essere di silicio, ma certamente non basta un semplice computer, per quanto sofisticato possa essere.

Occhio4 La nanotecnologia, ossia la costruzione di dispositivi e robot microscopici, anzi nanoscopici, potrebbe aiutare a risolvere il problema. Una legione di nanobots potrebbe essere spedita dentro il cervello umano con il compito di comprenderne la struttura e ricostruirne l’architettura. Molte speranze sono riposte nella nanotecnologia anche per quanto riguarda la sospensione crionica, un processo conosciuto a livello popolare come “ibernazione”. La crionica è un’alternativa al seppellimento o alla cremazione. Un migliaio di persone si è prenotata per questo trattamento dopo il decesso e diverse decine sono già conservate a bassissime temperature. Si stanno facendo moltissimi esperimenti nel campo, con ottimi risultati. Sono stati ibernati e risvegliati topi, cani e maiali. Il problema è che le persone ora morte non devono soltanto essere risvegliate, ma anche “aggiustate” e resuscitate. E non c’è nessuna garanzia che questo sia possibile. D’altronde, l’alternativa è la putrefazione, e perciò per alcuni vale comunque la pena di tentare. Ma è proprio la nanotecnologia ad accendere le speranze, perché ─ per quanto sofisticato possa essere il procedimento crionico ora adottato ─ le cellule del cervello subiscono comunque un danneggiamento a causa della cristallizzazione. I nanobots potrebbero riparare le connessioni ed i neuroni uno ad uno.

La Singolarità è il momento in cui l’intelligenza delle macchine, o degli ibridi uomo-macchina, supererà il livello di intelligenza umana. A questo punto è difficile fare previsioni su cosa potrà accadere, giacché quelle entità (che potremmo essere noi stessi trasformati o implementati) vedranno il mondo con occhi diversi. Quando ciò avverrà? Sulla base di certe estrapolazioni dalla legge di Moore, che descrive come esponenziale la crescita di potenza delle macchine pensanti, alcuni futurologi fissano la Singolarità intorno alla metà di questo secolo. Kurzweil addirittura prima. Noi, dunque, potremmo esserci.

Domanda5

Noi stiamo andando speditamente nella direzione della Singolarità. Il destino sembra già scritto. A prima vista, basterebbe quindi garantire il libero pensiero, la democrazia e l’economia di mercato, per ottenere il risultato. Perché, per quanto i nostri avversari stiano cercando di demonizzarci e presentarci come un movimento bizzarro o pericoloso, in realtà noi stiamo dicendo le cose più ragionevoli del mondo. Statisticamente parlando, quanti vorrebbero essere sani, belli, forti, longevi, sereni e intelligenti e quanti desiderano invece essere malati, brutti, deboli, mortali, sofferenti e stupidi? Qualsiasi persona di buon senso riconosce che è proprio chi sostiene la seconda lista di “valori” che è irragionevole. Chi si oppone al miglioramento o è un fanatico superstizioso, oppure è una persona che teme di essere tagliata fuori dal processo e quindi mette le mani avanti. E’ la solita storia della volpe e l’uva. L’uva è acerba perché non ci arrivo. Con gli anti-transumanisti del primo caso, ovvero i “fanatici”, non c’è molto da fare, perché alla base del problema c’è un’incompatibilità insanabile delle rispettive visioni del mondo. Spero soltanto che riusciremo a convivere pacificamente, pur con stili di vita diversi.

Per quanto riguarda il gruppo delle “volpi”, invece, la situazione cambierà quando si accorgeranno che le nuove tecniche sono a portata di mano. Quelli che giuravano di odiare il telefonino e il computer, perché era uno status symbol, ora non possono farne a meno. In realtà, lo volevano sin dall’inizio, ma non volevano ammetterlo, neppure a se stessi. Quindi, per convincere le “volpi”, dobbiamo pensare ad un intervento di politica economica, affinché l’evoluzione avvenga in modo armonico, pacifico ed equilibrato. La mia preoccupazione non è tanto per quelle persone che vogliono rimanere umane e che hanno tutto il diritto di restare come sono, ma per quelle che vorrebbero modificarsi per ringiovanire, vivere più a lungo, acquisire nuovi poteri fisici e mentali, ma saranno escluse per ragioni economiche. Io credo che, se vogliamo evitare disordini e conflitti, dobbiamo garantire l’accesso alle nuove tecnologie al più alto numero di persone possibile. Non so se la ricetta migliore sia il libero mercato dei servizi (il capitalismo senza lacci e lacciuoli) o il servizio sociale a prezzo politico (la socialdemocrazia), ma so che la ricetta più sbagliata è l’attuale sistema italiano: il capitalismo feudale, con poche famiglie in posizione di privilegio, assistite dallo Stato. In questo modo, il prezzo di molti servizi e beni resta inaccessibile ad ampie fasce della popolazione. Ci sono moltissimi cittadini italiani che non hanno ancora accesso alla banda larga. Se non cambiamo, in futuro la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente.

Occhio5 Le classi più abbienti devono capire che un libero accesso alle tecnologie è anche un loro interesse. Già provoca una situazione di tensione sociale il fatto che un cittadino abbia automobili e abitazioni più lussuose del vicino. L’invidia è un sentimento umano e il volere provocare invidia è un’altra miseria umana. Immaginiamoci allora quando il signor Bianchi, ricco, modificherà il proprio organismo per diventare immortale e il signor Rossi, povero, si vedrà condannato a morte per il fatto di appartenere ad una classe sociale più debole. Non mi stupirei se quest’ultimo, prima di trapassare, decidesse di portare con se il signor Bianchi. E che peccato sarebbe perdere una vita potenzialmente illimitata! Perciò serve sensibilità e lungimiranza. Qui in ballo non c’è semplicemente avere la Ferrari piuttosto che la Punto, o una villa di lusso invece di un monolocale. In ballo c’è il fatto di poter vivere in salute secoli, piuttosto che poche decine di anni. Ho l’impressione che su questo non si rifletta abbastanza e che le forze politiche ora in campo siano inadeguate ed impreparate a gestire la transizione. Quindi, una prima cosa che non bisogna fare è andare avanti come se non stesse succedendo nulla. La seconda cosa che non si deve fare, perché controproducente, è cercare di bloccare il processo con politiche proibizionistiche. In questo modo si ottiene soltanto la nascita di un mercato nero che può arricchire solo le mafie. E poi finirebbe davvero male. Ve lo immaginate un mondo in cui i poliziotti umani cercano di fermare una criminalità organizzata composta da oltreumani?

Domanda6

Previsione Questa è una domanda che mette davvero in difficoltà, perché si parla di tempi strettissimi e si rischia quindi di rovinarsi la reputazione. Comunque, avendo già chiarito che un futurologo non è un profeta, mi presto con piacere al gioco. Io vedo, entro cinque anni, i primi robot domestici a prezzi accessibili nei supermercati. Non sto pensando ad Andrew, il maggiordomo de “L’uomo bicentenario”. E’ troppo presto. Penso piuttosto a macchine non umanoidi, con l’intelligenza di un insetto o di un rettile, che sapranno fare soltanto le pulizie domestiche e poco altro. Gli umanoidi esistono già a livello di prototipo, ma sono troppo sofisticati e quindi costosi. Poi vedo i taxi volanti nelle grandi metropoli. I prototipi esistono già e sono in corso le sperimentazioni. Credo, però, che li vedremo volare a Londra e a New York, molto prima che a Roma o Milano. Ancora, vedo schiere di giovani che, un po’ per gioco e un po’ per provocazione, si innestano microchip sottopelle per controllare il proprio computer, l’accensione della propria automobile o altri elettrodomestici. Diventerà una moda, anche se questi microchip non cambieranno sensibilmente la vita delle persone. Essere orgogliosamente cyborg sarà anche un modo per mostrare la propria solidarietà alle persone disabili, che non debbono sentirsi meno umane soltanto perché hanno un arto meccanico o un organo artificiale. Anzi, potranno recuperare autostima, sentendosi più che umane. Poi, vedo una terapia molto più efficace per il cancro, basata sull’uso delle nanocellule in luogo della tradizionale chemioterapia. Sono fiducioso sul fatto che la nanotecnologia sarà presto applicata in campo medico e adottata almeno dagli ospedali dei paesi più avanzati. Infine, vorrei tanto ─ ma questa è una speranza più che una previsione ─ vedere l’Italia rimettersi in moto e restare nel gruppo dei paesi tecnologicamente e industrialmente avanzati. Abbiamo le capacità per farcela, si tratta solo di volerlo.

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8 commenti
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19 Apr 2010
alle 09:44

Tiziano

Buon giorno sarei interessato a sapere e mi farebbe piacere avere delle illustrazione dettagliate sull'argomento e capire: fino a che traguardi si spinge la conoscienza umana, se realizzare la possibile immettere un cervello umano in un robot-bionico, volevo solo verificare se quello che ho predetto nel 1998 si realizzerà.!! ciao e buona giornata!! 

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14 Giu 2007
alle 18:25

Alessio

Per anni sono stato un convinto comunista, un giorno su wikipedia lessi l'articolo sulle nanotecnologie e la mia convinzione vacillò.

2 mesi fa ho letto con grande piacere "La Preparazione" di Rex Stephens ed ho così definitivamente abbandonato ogni interesse per la politica.

Oggi ho finito di leggere "Motori Di Creazione" di Eric Drexler e La Singolarità Tecnologica" Di Vrnor Vinge e posso affermare che ritengo questi tre libri fin'ora menzionati i migliori che io abbia mai letto.

Oggi mi sono iscritto alla WTA Italia.

Quest'anno spero di riuscire a trovare una facoltà universitaria adeguata al campo di studi che mi affascina per potermici iscrivere: la Nanotecnologia 

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15 Apr 2006
alle 01:50

tonyloco

Mi auguro il meglio ::D

Che bella notizia che mi hai dato, comincio subito a pensare il futuro che vorrei...

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14 Apr 2006
alle 18:46

gianluca

Sarai contento di sapere allora che il prossimo mese si apre un concorso a premi su questo sito! Potrai scrivere come immagini il futuro e vincere un bel gadget.. meglio di così! :-)

Ps riguardo alla tua risposta, hai perfettamente ragione: la tecnologia ha il potere di portare bene e male... ma l'evoluzione no... abbiamo il diritto-dovere di pensare che un popolo più evoluto di 'post-umani' sia per paradosso ancora più 'umano' dei predecessori.

Quando i nostri limiti saranno superati, anche la nostra bontà prenderà il sopravvento: prendi queste parole per come vengono, te le dice comunque un ottimista! :-)

Un salutone!

4
14 Apr 2006
alle 17:07

tonyloco

Ti ringrazio io per la risposta. Sicuramente è vero, non ho considerato questi fattori, ma un'altra questione importante è: noi esseri umani, utilizzeremo davvero queste innovazioni per il nostro bene? Io nutro molte speranze a parer mio, ma la storia ci insegna che molte tecnologie importanti che ci avrebbero migliorato la vita sono state sfruttate per peggiorarcela, come gli esplosivi, l' energia atomica, e molto altro ancora... Si può pensare alla riluttanza che hanno certi governi ed istituzioni ad abbandonare il petrolio, aprendosi alle fonti alternative e rinnovabili ma questo è un'altro discorso, rischio di andare fuori tema...

P.s. mi appassiona molto discutere sul futuro dell' umanità :)

3
14 Apr 2006
alle 15:52

gianluca

Caro Tony, posto che il Dottor Campa non può per forza di cose avere un contraddittorio (Insegna all'Università di Cracovia) posso soltanto 'ibernare' (permettimi il termine) le tue domande e girargliele in una eventuale seconda intervista.

A mio parere credo che, riguardo alla domanda n.1 verrebbe superato il concetto stesso di 'ricambio generazionale':è un concetto molto lato, che cambia continuamente..già adesso i 40 enni ed i 18enni sono quasi coetanei per effetto di una certa massificazione culturale.

Aldilà di tutte le terminologie, al punto 2) credo che la 'visione' che il Dottor Campa ha illustrato non si fermi all'aspetto sanitario, ma investa molti altri aspetti: una società evoluta al punto di sconfiggere la morte è naturalmente in grado di sconfiggere anzitutto la fame e la povertà, che sono i maggiori ostacoli alla proliferazione demografica nel mondo.

Considera dunque l'ultimo 'traguardo' come successivo ad altre tappe intermedie, e non come un 'boom' improvviso che si, come dici tu, avrebbe conseguenze imprevedibili.

Un saluto, grazie per la partecipazione e per aver letto l'intervista!!

2
14 Apr 2006
alle 15:23

tonyloco

Premetto che sono favorevole all' utilizzo di tecnologie per migliorare la qualità della vita umana, sicuramente grazie a queste tecnologie si potranno colonizzare luoghi avversi alla nostra esistenza, ma mi permetto di porre alcune domande per capire meglio la posizione del Dott. Campa.

1. Rendere la vita lunga anche molti secoli non rischia di annullare totalmente il ricambio generazionale?

2. Se invece a causa di questa longevità, le nascite e le morti vengano controllate o imposte? Come nel film "La Fug a Di Logan."

1
13 Apr 2006
alle 17:01

donpaolo

Volevo ringraziarti per l'intervista proposta nel tuo blog.
E' molto interessante. Credo che proporrò, se possibile, qualch commento nei prossimi giorni. Passata la Pasqua....
grazie

don paolo

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