Il blog sul mondo che verrà
Provare ad immaginare il futuro. E raccontarlo. Era questo lo scopo del "convegno virtuale" organizzato ieri da Repubblica attraverso le sue propaggini multimediali, Repubblica. it e Repubblica Radio & Tv, che ha ospitato in una lunga ed interessante mattinata alcuni dei personaggi che attorno a questo tema, quello del futuro e delle tecnologie, hanno costruito teorie, pensieri, racconti, opere, personaggi del calibro di Bruce Sterling, scrittore e giornalista, "padre fondatore" della letteratura cyberpunk e visionario in grado di affrontare i temi più scottanti della nuova realtà digitale, e Derrick De Kerckhove, collaboratore per molti anni di Marshall McLuhan e oggi direttore del McLuhan Program in Culture e Technology all'Università di Toronto.
Intervistato da Massimo Razzi e Vittorio Zambardino, Sterling ha offerto, in una ora di conversazione coordinata Edoardo Buffoni, un quadro certamente stimolante della realtà odierna del nostro rapporto con le tecnologie e con il Web, puntando la sua attenzione, in particolare, sui problemi legati alla sicurezza. "Presto molta
attenzione a questo tema da molti anni", ha sottolineato Sterling, "Senz'altro siamo nel mezzo di una guerra globale al terrore che ci consente di essere preoccupati e paranoici in ogni modo, che ci porta ad essere "abituati" ad un crescente livello di pericolo. Ma il pericolo è vero, non c'è dubbio che dieci anni fa non avrei potuto immaginare che la situazione nel mondo sarebbe peggiorata così tanto. Anche per la nostra sicurezza informatica. Parlavo qualche giorno fa con uno dei padri di Internet, Vinton Cerf, e mi diceva che secondo i loro calcoli al Cern un computer su quattro è minacciato da pericoli esterni. Uno su quattro, non uno su quattrocento, è come se le nostre case non avessero le porte. E non sembra di vedere soluzioni immediate, esistono molte leggi che però sono facilmente aggirabili o impossibili da applicare".
Anche Derrick De Kerckhove, intervistato da Vittorio Zambardino ha sottolineato i problemi che riguardano la sicurezza, e il fatto che molti di questi problemi siano dovuti all'amministrazione americana e al presidente Bush, sottolineando che c'è una costante perdita di privacy: "E' un problema che non ha una soluzione, perché noi stiamo diventando sempre più dei cittadini "pubblici".