Il blog sul mondo che verrà

Oltre che per un ricco sott'olio o per una buona pizza, i funghi non vengono considerati certo un tipico materiale di costruzione: Eben Bayer però la pensa diversamente, avendo destinato 2 anni alla ricerca per creare un insediamento sostenibile attraverso l'utilizzo di funghi come materiale edile.
Combinando le sue conoscenze in agricoltura con gli interessi nel campo della tecnologia sostenibile del collega Gavin McIntyre, i due hanno realizzato la formula "Greensulate", un ripiano organico e ignifugo fatto di acqua, farina, spore di funghi che si trovano nelle ostriche e perlite.
Ci vorranno ancora un pò di ricerche e lavoro, ma i due contano di poter commercializzare questa invenzione: per adesso lasciano crescere i "mattoni organici" sotto il loro letto, scherzano. Dopotutto sono giovanissimi, Bayer ha 21 anni, McIntyre 22, e si sono appena laureati.
"Penso che questa idea abbia un potenziale enorme, e possa introdurre un cambiamento incredibile nelle vite della gente", dice il loro professore Burt Swersy. "E' eco-sostenibile, versatile, non richiede grandi costi di realizzazione e sopratutto non è basato su prodotti petrolchimici".
Con una popolazione mondiale che cresce a ritmi vertiginosi, così come l'aumento dei prezzi di petrolio ed energie non rinnovabili, la vendita di prodotti edili eco-sostenibili sta conoscendo una rapida ascesa. Numerose aziende convertono una parte della produzione per offrire vernici vegetali o fibre riciclate: L' Environmental Home Center di Seattle vende un prefabbricato fatto di striscie di jeans e carta riciclata!
Dopo aver sbirciato più di 800 brevetti per il loro corso, Bayer and McIntyre hanno realizzato che non c'era una vera idea originale: tutti i prodotti venivano realizzati a partire da materiali preesistenti. Forse occorreva andare oltre, riuscendo a realizzare materiale edile che venisse...dal nulla.
Una miscela di acqua, particelle minerali, amido e perossido di idrogeno viene versata in una 'mattonella' di 18cmx18cm: su questa mattonella viene poi versata una miscela di spore. Sistemate in un luogo scuro, queste 'mattonelle' iniziano a riempirsi: i funghi crescono nutrendosi di amido, e in una settimana la mattonella è bella che finita. Il prodotto finito somiglia ad un grandioso cracker. Ma non si rompe con la stessa facilità :-)
"Può servire ad una miriade di utilizzi," chioccia McIntyre. "pensiamo ad una modifica del progetto che permetta di far crescere le case direttamente sul posto. La cosa davvero incredibile è che questo materiale sarà completamente biodegradabile e riutilizzabile, ad impatto zero sull'ambiente".
Già: ma tempo al tempo, per Bayer e McIntyre il prossimo passo è 'far crescere' abbastanza mattonelle da fabbricare un muro. Da lì potranno partire per i vari test di resistenza, umidità e saturazione. Ad onor del vero, i primi 'esemplari' di mattonella hanno piu' di due anni e, sebbene esposti alle intemperie non mostrano il minimo segno di degrado. Intanto i due stanno per lanciare la loro piccola startup, Ecovative Design, che naturalmente cerca una partnership per sviluppare il progetto.
I puffi se la ridono. Loro erano eco-sostenibili già 30 anni fa.
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