Il blog sul mondo che verrà
L'inventore svizzero Thomas Hinderling ha progettato una rivoluzionaria isola solare in grado di galleggiare come una gigantesca ninfea catturando i raggi solari durante la sua 'navigazione' per convertirli in energia elettrica.
Estesa per 5Kmq, dall'altezza massima di 20 metri, l'isola solare è in corso di prototipazione negli Emirati Arabi e ci si aspetta che inizi a generare centinaia di kilowatts di elettricità a prezzi 5 volte più bassi di quella attuale.
Entreranno in produzione completa entro il 2011: con i prezzi che corrono, cercate di....stare a galla anche voi prima di quella data!
Nel filmato si vede chiaramente che c'è una pipeline (condotta) che porta il vapore generato ad una turbina a terra.
@Davide78 - A tutt'ora non sono in grado di dirti se si può muovere o sta ferma, ma propenderei decisamente per la seconda ipotesi.
Gli emirati arabi sono un grande paese, per fortuna gli sta finendo il petrolio e guardano alle energie alternative.
Dubai poi è una vera città del futuro
una cosa non mi è ben chiara, ma "l'isola" rimane ferma o si muove ?
cmq, dovrebbero fare anche in italia una cosa del genere ma fotovoltaica non solare termica, considerato che a superficie si scarseggia, in passato ho già accennato a questa soluzione.
alle 22:24
Davide78
Pardon, avevo visto solo la prima metà del filmato, come ha fatto capire giustamente Gigetto, in effetti è ferma, la parola navigazione mi ha confuso un po :)
per il resto.... che dire, anche il filmato è un po strano, ma secondo me lo fanno apposta, cioè, che bisogno c'è di metterla in mezzo all'oceano per poi portare l'acqua a terra in tubature ?
è chiaro che ci sarà una perdità di prestazioni
... io invece :P ....
l'avrei ancorata a 5-10 km di distanza dalla costa, ma senza cavi ne tubazioni... l'idrogeno è ingombrante certo, ma è relativemente leggero anche quando compresso, di conseguenza può essere prodotto direttamente sull'isola mediante elettrolisi dall'acqua di mare e immagazzinato in grandi cisterne in fibra di carbonio, una volta cariche, vengono staccate e rimpiazzate con atre vuote, e trainate nei porti mediante rimorchiatori, e da li collegate alla rete elettrica o immagazzinate nei serbatoi delle macchine.
il consumo nel trasporto in termini di energia sarebbe ridottissimo in quanto la cisterna sarebbe auto galleggiante e la parte immersa sarebbe ridotta al minimo trascurabile.
p.s. ma ci rendiamo conto che sono tecnologie che potrebbero essere state adottate già anni fa nel nostro paese, e invece....
Ciao :-)