Il blog sul mondo che verrà
Il Sant'Anna di Pisa continua a stupire: nell'area del Cnr, quartiere Cisanello, un gruppo di ricerca italiano e i loro colleghi di due università giapponesi hanno per la prima volta nella storia delle telecomunicazioni trasmesso dati in wi-fi alla incredibile velocità di 1,2 terabit al secondo. Il precedente record, dieci volte quella del record precedente!
Un'impresa, che potrebbe avere straordinarie ricadute su Internet, aprendo di fatto la strada ad un futuro di banda larga ovunque e a basso costo.
Per riuscirci l'equipe guidata da Ernesto Ciaramella, docente alla scuola di eccellenza Sant’Anna, ha usato un trasmettitore, molto simile in apparenza a un autovelox mobile, con tecnologia fotonica. 'La tecnologia impiegata si chiama Fso (Free space optics) – spiega il professor Ciaramella – e i due terminali usati nell'esperimento sono stati realizzati con tecnologie ottiche e un sistema di lenti, simile a quelle di un telescopio. La banda di trasmissione raggiunta, dopo quasi dodici ore ininterrotte di esperimenti, è stata eccellente.'.
In altre parole la velocità di trasmissione wi-fi raggiunta nell'esperimento era fino ad oggi raggiungibile solo con la fibra ottica.
E adesso? L'esperimento della Sant'Anna è solo agli inizi. La tecnologia Fso oggi garantisce una buona qualità soltanto su distanze di pochi chilometri, ma ci sono grandi potenzialità di miglioramento: Teoricamente il wi-fi del futuro può superare i 20 terabit al secondo, una velocità tale da permettere applicazioni che spaziano dalla telepresenza, alla telemedicina e alla tele robotica.
Proprio a Pisa Paolo Dario, professore di robotica, ha avviato progetti per utilizzare la rete a banda larga per comandare robot a distanza. È un po’ il sogno dell’ubiquità, perché l’automa replica a distanza di migliaia di chilometri i movimenti dell’uomo che lo comanda vestendo esoscheletri, speciali "gusci" dalle forme antropomorfe.
Una telepresenza che, con reti wireless a banda larga, potrebbe diventare un sogno alla portata di tutti.
infatti non si tratta di un esperimento WiFi. Il termine WiFi è stato usato in modo improprio dal giornalista del corriere della sera.
Un'altra precisazione, è che il prof. Dario non è coinvolto in nessun modo in questo progetto.
in realtà questo genere di "cannoni" sono molto utilizzati nei campus universitari/ospedalieri per connettere tra di loro edifici relativamente poco distanti e abbattono di molto i costi visto che non occorrono lavori di passaggio di cavi su suolo pubblico e non creano "invasione" dello spazio aereo pubblico, visto che è vietato trasmettere il WiFi senza autorizzazioni sul suolo pubblico :(
Quindi il campo di applicazione è comunque più che valido
@Sandro - Eh, a conti fatti mi sembra più che un pelo :-)
cerco il pelo nell'uovo...non conosco il progetto ma trattandosi di dispositivi ottici il "wireless" è limitato al posizionamento "in linea" tra trasmettitore e ricevitore. Quindi è buono per sostituire i cavi interrati ma è pressoche inutile per i dispositivi mobili. Inoltre il vantaggio del wi-fi è che la trasmissione è broadcast...qui invece la trasmissione è point to point: vengono quindi a mancare le problematiche di gestione delle collisioni e di interferenza tra più trasmettitori.
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alle 10:14
flux
rgazzi in fondo sembra molto simile al vecchio progetto aloha delle hawaii che dette inizio al wifi ehehe