Il blog sul mondo che verrà
L'anno scorso abbiamo 'annusato' gli enormi interessi di Google sul piano delle telecomunicazioni, mettendo insieme i piccoli indizi che l'azienda sparge quà e là proprio come le pubblicità tra le pagine del suo motore (come sono poetico).
Ecco l'articolo di Luglio 2007.
Le notizie di ieri ci fanno capire un pò meglio di cosa si tratta: nel bell'articolo di Alessandra Carboni sul Corriere online c'è il condensato della visione, del genio e delle ambizioni della Compagnia di Mountain View.
Brin e Page hanno presentato richiesta di un brevetto per la costruzione di data center nell'oceano: in pratica, server e tecnologie di rete all'interno di container impilati a bordo di piattaforme mobili ancorate al largo. Questi due geniacci si sono 'inventati' una flotta di computer da sistemare in mezzo al mare, per ridurre i costi e garantire che i flussi di dati che attraversano internet possano raggiungere le aree del mondo in cui, installare infrastrutture di rete sulla terraferma non è possibile.
Ecco cosa dovevano fare con tutti i cavi della 'fibra oscura' rastrellati da un paio d'anni a questa parte: i primi data centers (sempre fonte articolo di Futuroprossimo) erano piazzati accanto a centrali idroelettriche.
Devono averci preso gusto, dato che questi nuovi data center 'marini' sarebbero raffreddati tramite l'acqua del mare e alimentati grazie all'energia prodotta dal moto ondoso.
Internet marino. Internet Verde. Internet più economico (la collocazione in acque internazionali non è gravata da tasse?).
Insomma, un'altra delle loro.
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