Il blog sul mondo che verrà

64 robots dalla 'testa a specchio' fanno parte di una snervante installazione artistica dal nome eloquente. Audience.
Lasciati da 'soli' gli specchi si osservano tra loro, ma all'avvicinarsi di qualcuno iniziano a fissarlo: l'opera, realizzata da Chris O'Shea e dalla Random International, cerca di porre l'accento sulla reazione dell'uomo al contatto con la macchina.
Il contrasto è forte, e 'rompe' il sottile confine tra osservante e osservato: nonostante ci veda riflessa la sua immagine, ciascun individuo prova una sensazione di disagio, come se si trovasse davanti ad un vetro a specchio che nasconde chissà cosa.
Un pò come nelle asettiche sale da interrogatorio.
E così il messaggio è chiaro: sospesi tra il nostro bisogno di attenzione e la nostra vita privata, da chi ci sentiamo realmente osservati? Dagli altri... o da noi stessi?
Il futuro dipenderà anche dalla risposta a questa domanda.
alle 14:19
Emanuela Zerbinatti
Stupenda metafora! non ho altre parole :)
I più divertiti nei video però mi sembrano i bambini: negli adulti il senso di inquietudine si può quasi toccare