Il blog sul mondo che verrà

Mentre in Italia infuria il dibattito sul ritorno al Nucleare, qualcuno sembra dimenticare che le fonti di energia pulita sono presenti in varie forme, ovunque intorno a noi, anche se spesso non ce ne accorgiamo nemmeno. Una tra quelle più facili e vantaggiose da sfruttare, ma ancora praticamente inutilizzata, è la differenza di salinità presente alla foce dei fiumi, là dove l’acqua dolce si incontra con l’acqua marina salata.
I Paesi Bassi sono all’avanguardia nello sviluppo delle nuove tecnologie in questo campo, anche grazie alle caratteristiche del loro territorio, dove sono numerosi i fiumi che sfociano in mare: Ma è un'azienda norvegese ad applicare le ultime scoperte su larga scala, attraverso la costruzione di una vera e propria centrale elettrica.
Questo tipo di energia è detta energia a gradiente salino (o energia osmotica) e sfrutta il flusso spontaneo dell’acqua da una soluzione a concentrazione minore (acqua dolce) verso una più concentrata (acqua salata). Come riporta il New Scientist, il progetto di un nuovo tipo di batteria in grado di incanalare quest’energia è nato dagli ingegneri del Wetsus, centro olandese per le tecnologie idriche sostenibili. Per dare un’idea delle potenzialità di questa risorsa, nel caso specifico del Reno, che sfocia poco a sud di Rotterdam nel Mare del Nord, il processo chiamato «Blue Energy» sarebbe in grado di produrre 1 gigawatt di elettricità, sufficiente per alimentare 650 mila abitazioni. Un sistema del genere può essere applicato alla foce dei fiumi di tutto il mondo, dal Gange al Mississippi, senza causare danni all’ambiente nè all’ecosistema, e in futuro – a pieno regime – potrebbe arrivare a fornire fino al 7 per cento del fabbisogno energetico globale.
L’energia osmotica è nota da tempo. Nonostante ciò, sono stati necessari anni di studi per creare un sistema in grado di produrre elettricità sfruttando la differenza di concentrazione alla foce dei fiumi. Le difficoltà principali sono legate alla membrana di separazione tra acqua salata e dolce: alla fine degli anni ’90 sono nati i primi prototipi efficaci e solo ora i modelli più avanzati sono abbastanza efficienti da permettere la produzione di energia in modo redditizio. Dopo aver sperimentato in laboratorio il funzionamento dell’impianto e delle membrane, nei prossimi mesi l’azienda norvegese Statkraft attiverà il primo prototipo di centrale a energia osmotica su larga scala. Sarà situata a Tofte, una cittadina costiera vicino a Oslo (Norvegia), e avrà dimensioni relativamente piccole: in un’area grande come un campo da tennis, verranno installati 2 mila metri quadri di membrane che genereranno circa 4 kilowatt (una quantità di energia molto modesta). Sfruttando l’esperienza di Tofte, entro il 2015 l’azienda spera di riuscire a costruire una centrale più grande, in grado di produrre almeno 25 megawatt (il fabbisogno di circa 15 mila famiglie).
[corriere.it]
Non credo che nessuno pensi che qualora questo modo di ricavare energia dai fiumi entrasse a regime si sostituirebbero tutte le altre forme di energia, ma di sicuro dimostra come fino ad ora si sia investito poco nelle energie alternative, e per investito non parlo solo di soldi ma anche di tempo e attenzione: forse nessuna delle energie alternative risolverebbe in toto il fabbisogno energetico di una nazione (allo stadio tecnologico odierno), ma non occorre fare l'errore di non voler neanche vagliare queste strade che "tanto c'è il nucleare che risolve i problemi". Non voglio entrare nel merito di quello che penso sulla realizzazione di centrali nucleari oggi (anche perchè non mi sono fatto del tutto un'idea univoca), ma a prescindere dall'OGGI vogliamo una buona volta pensare anche al FUTURO?!? (daltronde è un blog sul futuro ;) ). Se questo l'avessimo iniziato a fare 20 anni fa di sicuro oggi non avremmo tutti i problemi ambientali che abbiamo, o quantomeno le soluzioni non sarebbero ancora così lontane. Purtroppo la politica di tutte le nazioni non vede mai al di là del periodo di tempo che intercorre tra una votazione e l'altra....
beh... pulite fin quando non interviene l'uomo... noi sporchiamo tutto ehehhee. Può mai essere che non sarebbero intaccati gli ecosistemi dei fiumi con queste tecnologie?
15mila famiglie? Ma non ci sono 8800 fiumi pe sfamare di energia 8800 paesi di questa nazione. Mi spiace, ma si continua a demonizza l'enercia nucleare, e sarebbe anche giusto, ma bisogna essere coerenti, e dire che da anni produciamo scorie ugualmente inquinanti dalla combustione di carbone e oli combustibili, che le paele eoliche deforesterebbero mezza italia, così come i pannelli solari. Nessun tipo di energia non è inquinante in qualche modo... un fiume come il Po potrebbe dare energia a 500mila abitanti forse, peccato che occupi spazio in cui vivono 20milioni di abitanti. Magari una riflessione sui lati negativi di tutte le tecniche di produzione energetica sarebbe accetta, e non solo le cose negative del nucleare e positive dell'eolico.
alle 15:33
Gianluca [futuroprossimo]
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