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Bignami: L'Eurussia può conquistare Marte in 50 anni

Gianluca Riccio avatar Giovedì 28 Maggio 2009, 10:59 in astronomia di Gianluca Riccio

L'idea di portare l'uomo su Marte è come l'allergia stagionale: se ne parla ogni anno e viene fuori una ridda di previsioni, che finiscono per concordare sul medio periodo (si parla di 2020-2030).

C'è chi pensa che per giungere al pianeta Rosso ci vorranno ben più che 11 anni, e che a fare l'impresa siano due 'outsider': sul numero di Maggio di Limes, l'interessantissima rivista di Geopolitica è apparso un articolo, "L'Eurussia può conquistare Marte", che prevede tempi molto più lunghi.

Giovanni F.Bignami, fino a poco tempo fa Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, riflette sui rapporti tra Europa e Russia nel quadro della corsa allo spazio, a partire dalla Stazione Spaziale Internazionale, tra poco pronta e già in dismissione (la NASA vuole liberarsene già nel 2015): ben altre aspettative rispetto a chi ipotizzava un utilizzo della ISS come 'cantiere' per la costruzione e il lancio di velivoli diretti su Marte o sulla Luna, cosa peraltro impossibile data l'inclinazione della ISS sull'equatore, inadatta a questo scopo.

Cosa si può fare nei prossimi anni - Per ovviare al problema occorre progettare e costruire in orbita un nuovo vettore, ed Europa e Russia possono unire le forze: l'una ha a disposizione la base di Kourou nelle Guyane Olandesi (di fatto all'equatore, in posizione idonea al lancio), mentre l'altra può vantare maggiore esperienza nel volo umano.

Eurussia può dunque, secondo Bignami, conquistare Marte: passo dopo passo, attenderei prima che l'effettiva nascita di una Eurussia :)

 

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2 commenti
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29 Mag 2009
alle 18:01

Bernardo Mattiucci

La ISS non puo' diventare il cantiere astroportuale per le future astronavi e spazioni orbitanti marziane, per il semplice fatto che un cantiere del genere, per esistere, ha bisogno di un'orbita STABILE. E la ISS ha l'orbita instabile... che infatti viene continuamente aggiustata dalle Soyuz russe.

Con alcune modifiche strutturali (irrobustimento e ampliamento dell'autosufficienza) la si potrebbe spostare in un'orbita molto piu' consona alle funzioni di stazione spaziale orbitante... ovvero in orbita geostazionaria o meglio ancora in uno dei punti di Lagrange. Questa "modifica" pero' richiederebbe un sistema di stabilizzazione orbitale PROPRIO, cosa di cui la ISS e' sprovvista. Ma richiederebbe anche navette adeguate per i collegamenti con la terra. Le Soyuz non avrebbero grossi problemi a raggiungere la ISS anche se la distanza dovesse diventare di 150 o 300.000 km, ma lo Space Shuttle non avrebbe nessuna possibilita'!

 

Insomma... al momento si sta dando un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Tra l'altro l'orbita della ISS e' gia' piu' bassa di quella inizialmente prevista... e questo per far si che gli Shuttle, ormai dei "bisnonni spaziali",  potessero raggiungerla con una percentuale di rischio accettabile.

 

 

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28 Mag 2009
alle 21:36

Luigi

l'italia è una delle più grandi potenze aerospaziali del mondo, ma è atipica, nel senso che non ha un proprio veicolo spaziale né un razzo vettore, e questo è grave. Inceve di pensare a marte, l'italia farebbe bene a continuare lo sviluppo dell'usv e di cioè che ne deriva, ovvero il vettore, almeno per portare i propri satelliti in orbita da soli... altrimenti, si cerchi di consolidare la nostra leadership europea, attualmente siamo sicuramente la prima potenza in europa in questo settore

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