blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

La vita torna social con il Cohousing: intervista a Nadia Simionato

Gianluca Riccio avatar Martedì 5 Maggio 2009, 13:07 in Ambiente, Interviste, amici del futuro, architettura di Gianluca Riccio

Il mese scorso abbiamo postato un articolo sulle forme di coabitazione del futuro, sottolineando come queste saranno sempre più basate sulla collaborazione e sulla condivisione social di risorse, spese, strumenti per vivere meglio insieme:per capire di più abbiamo intervistato Nadia Simionato, tra i responsabili dei progetti di Cohousing.

Cos'è il Cohousing:

Una riscoperta più che una novità: l'idea di una comunità residenziale a servizi condivisi nasce in Scandinavia negli anni 60: le comunità di Cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi: micro-asili nido, laboratori per il fai da te, auto in comune (Carpooling), palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini, con benefici sociali, ambientali, economici.

Si tratta di insediamenti di 20-40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di dar vita ad un processo di partecipazione che riguarda sia il progetto della struttura che di comunità: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni.

Le comunità di Cohousing soddisfano l’aspirazione a ritrovare dimensioni perdute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vicinato e il desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane.

In Italia l’idea di promuovere il cohousing nasce dal felice incontro di due realtà: l’agenzia per l’innovazione sociale INNOSENSE PARTNERSHIP e il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano. Da questo sodalizio è nata l'iniziativa Cohousing Ventures che ha avviato 4 progetti nell'area di Milano.

Greenhouse

Greenhouse è il più avveniristico tra i progetti di Cohousing avviati da Cohousing Ventures: vedrà la luce a nel 2012, e prevede un importante spazio-servizio comune gestito dalle famiglie residenti nell’insediamento: una serra di produzione verticale ad alta tecnologia - un vero e proprio orto in città - capace di garantire almeno il 50% del fabbisogno di verdura fresca e piccoli frutti degli abitanti.

Greenhouse sarà un intervento a progettazione partecipata spinta: i cooperatori decideranno praticamente tutto, dalle caratteristiche di eco-sostenibilità  alle coltivazioni da avviare nella serra, dall’impresa costruttrice alla destinazione degli spazi comuni.

Nascerà a Lambrate (MI), in Via Arrighi, nell’area Lambretto/Minerva, oggetto di un ampio piano di recupero e riqualificazione.

Il progetto prevede la costituzione di una cooperativa che realizzerà questo insediamento sperimentale in circa due anni: come in tutti i progetti cooperativi, i costi delle abitazioni di Greenhouse saranno ridotti a quelli effettivi di acquisto dell'area, progettazione, costruzione, facilitazione sociale e direzione lavori, con l'obiettivo di contenerli entro 3.500 euro al mq, serra compresa.

 

Curiosità? Abbiamo espresso le nostre a Nadia Simionati, responsabile Comunicazione di Cohousing Ventures:

 

1) Come è nata l’idea di sviluppare in Italia un ritorno all’edilizia abitativa nel segno del Cohousing? Quali valori di fondo vi hanno ispirato?

L’idea di avviare in Italia un progetto di trasformazione sociale intorno al cohousing nasce nel 2006 dall’incontro di due realtà: l’agenzia per l’innovazione sociale INNOSENSE e il Gruppo di Ricerca DIS (Design per la Sostenibilità) del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano.

Insieme, queste due realtà che tramite una ricerca a livello internazionale hanno cercato nel mondo esempi di innovazione sociale da proporre anche in Italia (esempi tra tra i quali spiccava, appunto, la formula abitativa del cohousing), hanno definito un percorso di ricerca e di iniziative che ha portato all’avvio dei primi progetti di cohousing in Italia, alla creazione della community cohousing.it e alla nascita di Cohousing Ventures.

I valori che guidano il nostro lavoro, che è un lavoro di formazione di comunità di cohousing e di accompagnamento delle persone nel percorso che li porterà a vivere insieme (e in questo senso ci occupiamo anche di reperire e proporre progetti immobiliari) sono:

• il recupero e la riqualificazione di patrimonio immobiliare degradato o dismesso, anche come contributo alla riqualificazione urbanistica e alla rivitalizzazione del territorio;

• una nuova edificazione fortemente orientata alla sostenibilità, nelle classi energetiche più elevate (uso di tecnologie avanzate per il risparmio energetico e il basso impatto ambientale);

• l’attenzione al contenimento dei costi degli appartamenti offerti sia in affitto sia in vendita per favorire l’accesso alla prima casa attraverso i valori di vicinato elettivo espressi dal cohousing;

• l’attenta valutazione della localizzazione degli interventi in termini di quantità e qualità dei servizi, di aree verdi, di rete viaria e di sistemi di trasporto presenti nel territorio circostante;

• la partecipazione delle persone alle scelte progettuali per la creazione di un habitat che risponda in pieno alle esigenze individuali e ai desideri della comunità residenziale in termini di condivisione e organizzazione di spazi e servizi comuni;

• l’educazione delle comunità di cohousing all’utilizzo consapevole degli spazi, delle risorse e dei servizi privati e comuni e alle buone pratiche (rispettose dell’ambiente e attente ai consumi). 

 

 2) Con il progetto Greenhouse il concetto chiave dell’architettura residenziale si sposta dall’idea di “abitazione” a quella di “coabitazione”: che ruolo giocano in questo tipo di struttura le nuove tecnologie? Ci avviamo ad una vita più ‘social’, fuori e dentro la Rete?

Ogni cohousing racchiuse in sé i valori della condivisione e dell’aggregazione intorno a spazi e servizi condivisi: mettere in comune per migliorare la propria vita, in termini economici, sociali, psicologici e anche di impatto ambientale, questi sono i valori che sottendono ad ogni cohousing.

Il progetto GreenHouse (www.cohousing.it/greenhouse) si spinge un po’ più in là, proponendo un modello residenziale innovativo che integra funzioni abitative, produttive e ludiche con una forte attenzione alla sostenibilità e al risparmio energetico. Le famiglie che abiteranno a GreenHouse (in appartamenti da 50 a 150 mq ) avranno a disposizione, tra gli altri, un particolare spazio comune: una serra verticale per la coltivazione di verdura e piccoli frutti per il loro fabbisogno.

L’idea da cui nasce GreenHouse è fondata sulla ricerca di un’ipotesi alternativa alla migrazione da contesti urbani a contesti di vita più integri, ma lontani dalla città, al fine di evitare i costi psicologici e sociali del commuting. GreenHouse si fonda sui valori di aggregazione fisica dell’ambito abitativo con quello “di sostentamento”, rendendo possibile grazie alla tecnologia oggi disponibile, la presenza in città di un vero e proprio orto coltivabile. GreenHouse, sarà realizzato in cooperativa con il coordinamento di Cohousing Ventures che gestirà la progettazione partecipata e la formazione della comunità residenziale. Nascerà a Milano Lambrate e sarà pronto entro il 2012.

Uno snodo fondamentale per la realizzazione di un cohousing è la progettazione partecipata che consiste in un periodo, precedente al momento in cui si va a vivere insieme, in cui i futuri cohouser si riuniscono e, facilitati da figure professionali come architetti, psicologi, sociologi e designer, condividono le loro idee, i loro desideri, i loro punti di vista al fine di decidere quali spazi e servizi vogliono condividere e con quali modalità. Si tratta di momenti che vanno molto in profondità e nei quali si instaurano dinamiche individuali e di gruppo che fanno nascere relazioni di vicinato buone e importanti, che saranno alla base dei futuri rapporti con gli altri cohouser.

La progettazione partecipata riguarda sia il progetto edilizio vero e proprio – dove il design stesso facilita i contatti e le relazioni sociali – sia il progetto di comunità: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni, come ci si relazionerà (regole, approcci, livelli di condivisione).

 

3) Aldilà del progetto di una serra verticale, è previsto l’impiego di tecnologie che garantiscano anche una quota di indipendenza energetica? (Penso al fotovoltaico o all’eolico).

GreenHouse è un progetto sostenibile per definizione: sarà avrà in dotazione pannelli fotovoltaici e impianti geotermici per l’autoproduzione di energia, che assicureranno il risparmio energetico e il rispetto per l’ambiente. Ogni abitazione è stata studiata con razionalità e attenzione all’uso degli spazi, in modo da avere rapporti aeroilluminanti ottimali, e può essere adattata alle necessità dei futuri residenti.

GreenHouse da un lato racchiude in sé i valori tipici della vita in cohousing - una scelta abitativa che riduce i costi e la complessità della vita e recupera i valori di solidarietà propri delle comunità tradizionali – e dall’altro promuove la sostenibilità, la cultura del mangiare sano e del produrre il proprio cibo e le buone pratiche del vivere sostenibile. In questo modo diventa possibile recuperare, all’interno del contesto urbano, le funzionalità economiche e sociali di quello rurale, mantenendo in primo piano il fattore accessibilità alle famiglie - in termini di costi economici e finanziari.

L’adozione di questo modello abitativo e, insieme, produttivo, che si adatta alle logiche dell’economia urbana, comporta a sua volta il rimodellamento del contesto edilizio circostante, dando vita a un circolo virtuoso: GreenHouse rappresenta un insediamento innovativo destinato a creare effetti importanti sul territorio che lo circonda, migliorando il paesaggio urbano e restituendo naturalità alla città che lo ospita, Milano.

 

4) Come si aspetta il futuro del Cohousing? In cosa si può evolvere questa forma di collaborazione, e cosa può portare (o riportare) in dote alla nostra società?

Il cohousing è una formula abitativa che recupera alcuni valori tradizionali e li trasforma, tramite le sue logiche e dinamiche evolutive, in risposte adatte alle esigenze contemporanee: è così che risponde, in modo sorprendentemente innovativo, alle esigenze delle persone che oggi vivono (prevalentemente) nei contesti urbani.

Le esigenze di queste persone sono infatti rapidamente passate da un modello abitativo e sociale spiccatamente individualistico, figlio, in Italia, di un trentennio di benessere “irresponsabile”, ad un modello che riscopre il rapporto con gli altri - basato sul rispetto e sulla collaborazione – e l’attenzione a valori come la sostenibilità delle proprie scelte, il rispetto per l’ambiente, il risparmio consapevole, la condivisione di obiettivi e di visione come di mezzi e di prodotti.

L’evoluzione di sistemi complessi e dinamici come questo ci porta a pensare che queste micro comunità siano anche le più preparate e le più predisposte all’interazione con l’esterno (cosa che all’estero, dove i cohousing esistono da decenni, succede frequentemente). Per natura i cohousing sono gruppi aperti perciò pensiamo che, altrettanto naturalmente, si integreranno facilmente con l’ambiente circostante (il quartiere, la città) in un rapporto e un dialogo proficui: attraverso questa apertura, contribuiranno allo scambio di esperienze, di valori, ma anche di prodotti e servizi e, proprio per questo, alla crescita di tutta la comunità con la quale interagiscono.

Il cohousing apre a forme di collaborazione anche in ambito lavorativo (coworking) e di servizi/tempo libero (car-sharing, book-crossing, asilo nido condiviso…), modelli tipicamente win-win che restituiscono a chi li promuove e li condivide una maggiore facilità e qualità della vita e delle relazioni.

Questo, ci piace dirlo, nel linguaggio quotidiano, si traduce con una parola molto semplice… felicità (una dote niente male, no?).

 

Il sito del progetto: www.cohousing.it

2
2 commenti
2
26 Dic 2010
alle 13:11

Giorgio Prampolini

E' un'idea molto interessante..forse bisognerebbe anche a studiare progetti che vadano partecipare anziani autosufficienti o a rischio di non autosufficienza e disabili

1
05 Mag 2009
alle 23:31

Daniele

Ottima iniziativa!

Segnalo anche http://www.roadsharing.com come piattaforma per fare carpooling in modo semplice e completamente gratuito

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere