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In un campione di roccia triassica, vecchia più di 200 milioni di anni, è stato individuato il primo quasicristallo esistente in natura, una lega di alluminio, rame e ferro che fino ad oggi era prodotta artificialmente.
La scoperta, fatta da un gruppo di studiosi internazionali, è destinata, sottolineano i ricercatori, a cambiare i principi della mineralogia e le leggi della fisica. I quasicristalli hanno numerose applicazioni, alcuni sono particolarmente scivolosi e utilizzati proprio per questo motivo nella produzione di teflon.
Il quasicristallo, spiega un comunicato, "viola per la prima volta in natura le simmetrie della posizione degli atomi possibili nei cristalli ordinari". A fare la scoperta, che oggi verrà pubblicata sulla prestigiosa rivista "Science", è stato Luca Bindi, responsabile della sezione di Mineralogia del museo di Storia naturale dell'università di Firenze, in collaborazione con fisici delle università di Princeton e di Harvard.
"La scoperta - ha spiegato Bindi - è importantissima non solo per le discipline mineralogiche e cristallografiche, ma anche per la fisica dello stato solido. Essa dimostra infatti che i quasicristalli possono formarsi spontaneamente in natura e, soprattutto, rimanere stabili per tempi geologici".