Il blog sul mondo che verrà
Futuroprossimo riceve ogni giorno diverse email e commenti di lettori preoccupati dalle notizie sulla febbre suina che tutti i giorni si rincorrono sulla rete e sui media mainstream. Per provare a fare chiarezza e a informare, abbiamo avviato una serie di contatti con esperti e ricercatori di materie che possono essere legate allo sviluppo di questo virus: oggi intervistiamo Luciano Bergesio.

Luciano Bergesio è un esperto di agricoltura biologica e filiere integrate. Ha messo la sua professionalità al servizio di industrie farmaceutiche e aziende alimentari, studiando e analizzando gli sviluppi possibili della zootecnica eubiotica (allevamento senza utilizzo di antibiotici, anabolizzanti e beta antagonisti
e con utilizzo di mangimi senza farine animali e a basso tenore di metalli pesanti). E' autore di diversi testi e dal 2009 dirige www.laculturadelcibo.it , un settimanale telematico di informazione.
L’esplosione di virus a livello pandemico sembra una costante che si ripete a distanza di anni: cosa ha di diverso questa influenza suina rispetto ai virus che l’hanno preceduta?
Se volessimo parafrasare il marketing, questa influenza suina, a differenza delle precedenti pandemie, rappresenta a pieno titolo un classico esempio di scenario da “mercato globale”: sviluppo di un virus già presente e conosciuto fin dall’inizio del secolo scorso, ma ritenuto marginale, quindi trascurato; localizzazione geografica dei primi focolai in aree ad altissima concentrazione e crocevia del mondo (diverso sarebbe stato se il primo focolaio invece che in Messico e USA fosse stato alle Azzorre, isole che da velista amo moltissimo ma che sono perse nel mezzo dell’Oceano Atlantico e frequentate dai pochi);facilità e rapidità di diffusione perché non legato a barriere di stili di vita o di consumo ma a semplice contatto uomo-uomo con modalità canonica cui siamo assuefatti; forma lieve a decorso relativamente breve e controllabile che ha ridotto e riduce di fatto le precauzioni; infine grande can-can mediatico finalizzato soltanto a creare attenzione/interesse ma non a dare informazione seria e ragionata atta a favorire la prevenzione.
Questi 5 elementi, se ben mixati, ci dicono cos’ha di diverso questa pandemia rispetto al passato e ci impongono una riflessione amara: cresce a livello mondiale la conoscenza scientifica dei fenomeni e il coordinamento tra Stati per il loro controllo, ma cresce altresì l’incapacità e la mancanza di volontà politica di incidere in profondità sull’eradicazione dei fenomeni medesimi.
Gli untori di manzoniana memoria, lungi dall’essere bocciati dalla storia, si sono probabilmente ripresentati sottoforma di inarrestabili interessi economici globali, inadatti a permettere, con una qualche possibilità di successo, un arginamento della pandemia.
La tua attività nel campo della zootecnica eubiotica ci dà la possibilità di ottenere risposta ad un quesito: l’origine di questo virus è del tutto naturale o è dovuta all’intervento umano (condizioni di allevamento e foraggiamento degli animali)?
Non ho dati scientifici certi riferibili a questo caso, però sicuramente la barbarie che connota l’ allevamento industriale o pseudo industriale porta a nulla di buono e andrebbe una volta per tutte rimesso in discussione.
Ho lavorato 5 anni sull’allevamento eubiotico e biologico del suino allo stato semi brado, ottenendo risultati molto incoraggianti sul benessere animale, sull’abbattimento di molte patologie e sull’eccellenza delle carni , ma ho preso solo schiaffoni dall’industria e dalla distribuzione fino alla chiusura traumatica della mia azienda.
Il problema è reale: le condizioni igieniche-ambientali e l’ alimentazione forzata che viene somministrata costituiscono una miscela terrificante per gli animali in allevamento e per chi poi si nutre delle loro carni.
Non è improbabile che in questo mix possano nascere varianti o mutazioni o riassortimenti di virus con un percorso molto semplice: l’animale, follemente indebolito dalle condizioni di vita innaturali, nutrito regolarmente con mangimi forzati (cioè additivati con ogni bendiddio perché aumenti di peso il più velocemente possibile) e medicati (cioè con l’aggiunta di antibiotici e altri farmaci per la cura delle patologie indotte), perde ogni capacità di contrastare in modo naturale e organico le infezioni, che si rafforzano e mutano in funzione del loro stato.
Se ci fosse la volontà, si potrebbero impostare serie ricerche, ma probabilmente si andrebbe a cozzare contro interessi stratificati ormai dalle abitudini più che da risultati economicamente esaltanti.
Da parte mia ho sperimentato l’inverso: il suino, allevato allo stato semi brado in condizioni di massimo benessere animale, nutrito con mangimi prodotti all’onore del mondo senza additivi, lasciato grufolare a piacimento e respirare l’aria pura della campagna, non ha mai avuto patologie particolari e necessità di farmaci, tant’è che nel 1999, quando ho lanciato il primo prosciutto cotto eubiotico e l’ho dichiarato prodotto con “carni fresche, senza utilizzo di antibiotici, ormoni e anabolizzanti” ho vinto anche la vertenza con il Garante della Concorrenza e del Mercato, cui ero stato denunciato dal solito benpensante per pubblicità ingannevole (vedi sentenza 20 settembre 2000 – Fattorie del Duca).
Il tutto a costi assolutamente corretti e a rese praticamente pari a quelle dell’allevamento industriale, quindi economicamente sostenibili. Anche se in un contesto empirico e non scientifico, mi sento comunque di affermare che, se si invertisse la tendenza nell’allevamento e si tornasse ad utilizzare le aree agricole marginali per una pratica del semi brado(solo in Italia sono circa il 70% del territorio, figuriamoci nel resto del mondo), buona parte dei problemi e dei rischi come quelli del virus A/H1N1 potrebbero essere ricomposti nel corso dei prossimi decenni.
Sembra partita la corsa all’accaparramento del Tamiflu, l’antivirale utilizzato come prima barriera contro l’influenza suina. Cosa ne pensi?
Capisco e comprendo chi, inquietato in questi mesi dall’informazione gridata di molti media, cerchi di accaparrarsi qualcosa che lo aiuti a controllare l’ansia e la paura.
Ogni antivirale va sempre assunto sotto stretto controllo medico, quindi assolutamente solo quando serve.
Le scorte di Tamiflu sono sufficienti per oltre la metà della popolazione italiana, come ha dichiarato lo stesso ministro Sacconi, e sono facilmente ricostituibili, quindi nessuna necessità di accaparramento.
Un consiglio per tutti: attuare ogni precauzione per limitare le possibilità di contagio, come abbiamo anche indicato nella nostra Guida, stare assolutamente tranquilli e mettere da parte l’ansia, fare qualche terapia preventiva per eventuali malattie di cui si soffre per essere più forti e … se per caso arriva l’influenza non casca il mondo, ci si rivolge al medico e si fanno tutte le cure del caso. Non siamo in presenza della peste, ma di un disturbo fastidioso che poi passa senza lasciare conseguenze. Quindi nessun allarmismo, un po’ di serenità e guardiamo al futuro con ottimismo.
Sulle pagine del magazine online che dirigi (www.laculturadelcibo.it) c’è uno dei primi va-demecum italiani sul comportamento da tenere per evitare contagio o diffusione del virus. Al-dilà della profilassi, quale deve essere l’atteggiamento da tenere nei confronti di questo feno-meno?
E’ il mio motivo ricorrente: stare tranquilli, non farsi prendere dall’ansia e dalla paura, avere fiducia nel sistema sanitario nazionale (il nostro, anche se non vogliamo ammetterlo, è uno dei migliori del mondo) e non farsi travolgere dal sensazionalismo con cui i media trattano questi argomenti.
Pandemia non deve essere un termine che fa paura ma che invita a riflettere e a riscoprire le capacità che abbiamo in noi stessi di reagire nei momenti meno facili.
Ricordo con sdegno un servizio realizzato da RAI 2 all’inizio del focolaio in Messico, con la visita alla tomba di una bambina e la giornalista “inviata speciale” che diceva all’incirca “questa bambina è morta 15 giorni fa, non era ancora scoppiata l’influenza ma potrebbe essere morta per quello”. Vera informazione pattumiera!
Quella sera ho avuto tra le 21 e le 23 più di novemila visite sul mio giornale telematico e circa 100 genitori mi hanno scritto chiedendomi se ero proprio sicuro nel dire a tutti di stare tranquilli quando la televisione parlava di bambini morti.
Sono convinto che ci voglia più rispetto per la serenità della gente (ho scritto anche un libro dal titolo significativo “Il consumatore non se lo merita”) e più responsabilità nel fare informazione giusta e non allarmistica. Il mio giornale si occupa di “cultura del cibo” quindi sarebbe distante mille miglia dalle problematiche sanitarie dell’influenza. Invece, proprio perché mi sono reso conto dell’allarmismo che si stava creando, ho voluto approfondire il tema, con l’assistenza di alcuni amici medici, e lanciare attraverso un annuncio con adwords.google una campagna di buon senso e di aiuto a chi è più debole e ha bisogno di recuperare serenità in un momento in cui sono già molte le preoccupazioni con cui ci si deve confrontare tutti i giorni.
Ritengo che questo sia il modo corretto di fare “informazione” e la pubblicazione della nostra Guida risponde a questa concezione che non è soltanto mia ma di tutta la mia redazione.
Sono un velista e ho imparato il rispetto per l’immensità del mare:non esco mai quando c’è brutto tempo, ma se mi ci trovo in mezzo allora combatto, perché psicologicamente e fisicamente mi sono preparato prima. Questo vorrei comunicare a tutti per la pandemia: tranquilli, può anche darsi che non ci tocchi ma prepariamoci fisicamente e psicologicamente ... e se arriva combattiamo ad armi pari e vinciamo.
Che evoluzione ti aspetti per questa sindrome influenzale? Cosa è lecito aspettarsi nei prossimi mesi?
È ormai assodata la rapidità e la facilità di diffusione, come dovrebbe essere ormai certa anche la forma lieve e il decorso relativamente breve e controllabile: Creerà probabilmente qualche problema a chi è già affetto da malattie croniche o debilitanti come d’altra parte hanno sempre fatto tutte le altre influenze.
Di qui l’invito a prendere tutte le precauzioni illustrate nella mia Guida e a cercare di mettere a posto, per quanto possibile, le proprie piccole o grandi magagne fisiche per essere pronti ad un eventuale contagio (che brutta parola, perché non la sostituiamo con “incontro”?).
Dividerei comunque tutta la vicenda in due ragionevoli fasi.
Ci sarà sicuramente una crescita numerica forte degli “incontri” durante e soprattutto al rientro dalle vacanze, sia per la promiscuità degli ambienti frequentati sia perché molte corrette prassi igieniche spesso in vacanza si dimenticano.
Dalla capacità di affrontare questa prima ondata da parte delle nostre Autorità Sanitarie , cioè di contenere il più possibile la trasmissione dei contagi in questa fase databile in metà agosto–settembre, dipende l’evolversi in futuro della pandemia nel nostro paese: Se riusciamo a contenere in Settembre, all’inizio di Ottobre, come ha dichiarato il Ministro Sacconi , dovrebbe essere disponibile il vaccino e quindi con buona approssimazione la situazione dovrebbe essere messa sotto controllo, iniziando così la seconda fase di mantenimento e prevenzione.
Nella prima fase molto dipenderà comunque dalla correttezza di chi è nel “problema” e dalla sua sensibilità sociale nell’ evitare contatti con ambienti del mondo esterno e ancor più da chi non è nel “problema”nel porre in essere tutte le procedure per “prevenire”.
In buona sostanza, se non interverranno situazioni nuove ad oggi non prevedibili né ipotizzabili, l’impatto dovrebbe essere contenuto come se fossimo in presenza di una epidemia molto estesa di influenza con stagionalità atipica e quindi un po’ più laboriosa da gestire.
Importante sarà comunque mantenere un clima di fiducia e di serenità tra la gente, aiutando i più deboli a contenere l’ansia e facendo molto supporto psicologico: in fondo dobbiamo essere tutti convinti che non siamo di fronte ad un’epidemia di peste che colpisce ora qua e ora là, ma ad una pandemia in cui sono coinvolte più o meno tutte le nazioni del mondo e quindi in un clima di sostegno e di solidarietà universale.
Personalmente ho molta fiducia nel futuro e non mi abbandona anche l’ottimismo che ho messo alla base del mio giornale e mi auguro che tutta l’informazione in generale abbassi per i prossimi mesi i toni e faccia più “formazione” su come conoscere e prevenire piuttosto che allarmare per stupire. In fondo, pensando ad un arcobaleno si sopporta meglio anche la sfuriata di un temporale!
La Guida pratica per conoscere e prevenire il contagio da virus H1N1
x mattia: forse sarebbe ragionevole combinare le due cose. Sarebbe più sensato fare campagne non a favore di una dieta vegetariana, che non è per tutti, ma di una dieta a basso consumo di carne privilegiando la qualità sulla quantità. Comunque sul mio blog mi faccio qualche domanda a partire da questo post.
http://rosalucsemblog.blogspot.com/2009/07/ancora-sulle-allarmanti.html
Non capirò mai perchè si cercano soluzioni alternative (e industrialmente insostenibili) per gli allevamenti? Perchè curarsi di una cosa che produce un bene non indispensabile (la carne) e dispendioso (una mucca è una macchina di proteine al contrario) invece di premere l'acceleratore su delle campagne a favore di una sanissima e consigliata dieta vegetariana?
Ultimi aggiornamenti riguardo alla posizione dei dietologi in merito alla dieta vegetariana:
@No Algore - Perdonami: stai sostenendo che questa intervista è uno spot per il Tamiflu?
Tamiflu, tamiflu....mmm dove ho già sentito questo nome ? Ah, ecco, tante volte, alla TV (mi ricodo gli anni dell'aviaria,,, mmm, diciamo il 2005 ?). Ma allora la TV faceva la publi al Tamiflu ? Erano tutti spot pubblicitari (come questo ?!)?"...Mi sa che mi informo meglio su chi ci guadagna col Tamiflu (una pulce mi dice che forse sono gli stessi che ci guadagnano con l'Aspartame...), ma forse lo so già...
alle 20:16
maria teresa
ciao,gg sono stata in ospedale con mia mamma e mia sorella,mentre eravamo lì è arrivato un caso sospetto,durante l'attesa inconsapevoli d qll ke stava succedendo siamo rimasti seduti vicino ai parenti d qst xsona,è possib avere contratto il virus?!risp presto sono molto preocc,grazie