Il blog sul mondo che verrà

Poco più di una settimana fa il mondo ha celebrato il primo allunaggio, e tutti sembrano guardare con rinnovato entusiasmo alla prossima meta dell'esplorazione spaziale: il suolo di Marte.
Disgraziatamente il sistema propulsivo utilizzato per la Luna porterebbe l'uomo a dover impiegare almeno 6 mesi per raggiungere Marte, al costo di centinaia di miliardi di euro.
Il problema dei vettori tradizionali è che sono terribilmente inefficienti: circa il 90% del peso di ogni missione è rappresentato dal carburante, un bel pò di questo viene bruciato semplicemente per uscire dal campo gravitazionale terrestre: un nuovo prototipo di motore ionico, sviluppato dall'ex astronauta Franklin Chang-Diaz, può raggiungere Marte in soli 39 giorni utilizzando molto meno carburante.
Il funzionamento? Anzichè bruciare carburante, 'riscalda' gli atomi per creare ed espellere plasma: il Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket si compone di tre parti magnetiche, la prima riscalda un gas come l'argon fino a realizzare plasma a 50.000 gradi Celsius, la seconda lo 'energizza' con onde elettromagnetiche portandolo alla temperatura di un milione di gradi. La terza parte converte questa energia in movimento (e velocità).
Se vi state chiedendo come si fa a contenere qualcosa che 'scotta' un milione di gradi, ora sapete perchè le parti del motore sono costituite da forti campi magnetici.
Problemi? Come sempre ce ne sono.
Il primo è che questo motore da 200kW produce solo mezzo chilo di spinta: potrebbe bastare nel vuoto cosmico per spingere due tonnellate dal Sole a Giove in 19 mesi, ma per lasciare la Terra? Occorreranno comunque del carburante ed un vettore tradizionale per portarlo fuori dall'orbita.
Il secondo è che il motore funziona a energia solare (ottimo per missioni vicina), e per missioni a largo raggio occorrono più di 200MW di energia: solo un reattore nucleare può fornirne tanta.
Speriamo che questi problemi vengano limati, perchè Chang-Diaz e i suoi colleghi della Ad Astra Rocket Company faranno dei tests nella Stazione Spaziale Internazionale tra 2 anni: potrebbe essere l'inizio di una nuova era nei viaggi spaziali.
mi sembra che un motore sperimentale del genere sia stato utilizzato per alcune sonde lunari e solari... certo è che i due problemi sono poco risolvibili, in particolare il primo: una probabile alternativa al mmotore tradizionale può essere solo un ascensore spaziale, ma di dubbia e difficile costruzione al momento, oppure assemblare il motore in orbita, altrettando difficile. Per quanto riguarda il secondo problema, forse si potrà migliorare ml'efficienza di motore e accumulatori epr sopeprire allo scarso apporto di energia solare... altrimenti non vedo il problema nell'usare un reattore nucleare, per altro già in uso nelle sonde interplanetarie a lungo raggio.
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alle 13:43
ombelix
Per il primo problema basta costruirlo in Orbita,per il secondo basta usare un reattore Nucleare non vedo dove sia il problema.