Il blog sul mondo che verrà

Più di un secolo dopo l'invenzione di una lampadina 'stabile' da parte di Thomas Edison, le reti elettriche del mondo, queste ragnatele di fili, sono sul punto di trasformarsi in qualcosa d'altro: la "smart grid", griglia intelligente, è la nuova ossessione dell'industria elettrica e di chi si occupa di politiche energetiche.
In USA il Presidente Barack Obama ritiene indispensabile una spinta verso l'utilizzo di energie pulite come vento e solare, per utilizzare meno le tecnologie che producono inquinamento atmosferico.
Cosa si aspettano dal futuro i "visionari" della Smart Grid? Termostati casalinghi e dispositivi che si regolano automaticamente a seconda del costo dell'energia, scaldabagni che traggono energia dai pannelli solari sul tetto e auto elettriche che si carichino in un minuto.
Su tutte le visioni, una: il "federalismo elettrico", una serie di reti più piccole che funzionino in modo osmotico, prendendo energia dalle fonti quando serve, e restituendola alla rete quando ne producono in più, attraverso un sistema intelligente di erogazione e distribuzione.
"Sarà il matrimonio dell'Information Technology con l'energia: sarà una Internet dell'energia," dice Bob Gilligan, vicepresidente alla divisione energetica della General Electrics, una delle aziende maggiormente impegnate nello sviluppo della Smart Grid: "Non abbiamo neanche idea delle applicazioni in tal senso da qui a 10 anni, saranno stupefacenti".
Migliaia di piccole compagnie tecnologiche e quasi tutte quelle grandi vedono la Smart Grid come il futuro dell'energia elettrica: l'equivalente di 4.5 miliardi di euro è stato già investito per pianificare e progettare una soluzione.
I costi sono molto più alti, però: nell'ordine dei 75 miliardi di euro. Chi pagherà questo biglietto d'andata per il futuro? Posto che la risposta alla domanda appena fatta è: "ovvio, caro Gianluca: pagheremo noi consumatori!", riceveranno in cambio i consumatori quanto promesso?
Questi "Smart meters", gli analizzatori del consumo casalingo, saranno troppo intrusivi? Il risultato sarà una sorta di "grande fratello energetico"?
Troppe domande. Siamo qui e ora.
E cosa vediamo qui e ora? Una rete fittissima di cavi che attraversano i paesi di tutto il mondo in una poco efficiente modalità "a senso unico" che va da una centrale elettrica ai consumatori: occorre rendere questo flusso elettrico più flessibile, permettendogli di essere misurato e distribuito in modo più intelligente.
"Gli smart meters sono solo l'inizio," dice Alex Huang, direttore del grid technology center all'Università di Stato della North Carolina. "Anzichè trovarci di fronte all'energia di poche centrali, faremo in modo che l'energia prodotta da migliaia di case finisca 'nel circolo', e magari una singola zona sfrutterà anzitutto la 'propria energia locale' anzichè quella che viene fuori da una centrale".
Cosa bolle in pentola - In un campus della Colorado University la casa del Rettore è stata trasformata in una smart grid house nell'ambito di un progetto pilota della Xcel Energy. Un software amministra l'energia prodotta da un tetto solare e quella della rete, la monitora e la distribuisce in casa, ma la utilizza anche per caricare l'auto elettrica nel garage.
"Abbiamo circa 70 progetti pilota simili in tutti gli Stati Uniti," dicono alla Xcel.
E in Italia? - Il nostro paese ha aderito (insieme a Germania,Svizzera,Francia ,Austria e la Slovenia) al Progetto Alpenergy per avviare la sperimentazione di smart grid nell'area alpina: anche Alpenergy ha l'obiettivo di sviluppare un modello di rete intelligente da applicare a livello locale, in grado di accogliere e redistribuire i flussi di energia che provengono dalle centraline di produzione distribuite e alimentate con fonti energetiche rinnovabili.
Il sistema entrerà nella fase di sperimentazione, prevista per il prossimo anno, prima a Mantova e poi a Belluno e in Val d'Aosta e al progetto stanno lavorando i dipartimenti di ingegneria gestionale e energia del Politecnico di Milano che attraverso la sua Fondazione è partner di Alpenergy.
Il costo iniziale stimato in più "sulla bolletta" per ammortizzare i costi di costruzione sarebbe di circa 3€ in più al mese, a fronte di un risparmio energetico che va dal 5 al 15%. A conti fatti è ancora troppo poco, ma non è una perdita.
alle 17:50
silezio
Investitori che cercano di fare un prototipo necessarie 15.000 €.e-mail energieieftina@gmail.com