Il blog sul mondo che verrà
I disturbi del sistema centrale nervoso come depressione, schizofrenia e ADHD (disturbo da iperattività) hanno un costo annuale mondiale stimato in circa 3000 miliardi di euro e colpiscono almeno una persona su quattro nel corso della vita.
L'osservazione di questi disturbi è affidata oggi ad un processo di domande e interviste poste al paziente, col risultato che occorrono talvolta diversi anni per diagnosticarli correttamente: una nuova tecnica diagnostica che misura i tracciati dell'attività elettrica dell'area vestibolare del cervello potrebbe rendere incredibilmente rapida l'individuazione di disfunzioni mentali e neurologiche.
Alla Monash University di Melbourne, in Australia, l'ingegnere biomedico Brian Lithgow conosce il potenziale delle misurazioni dell'attività elettrovestibolare, poichè questa specifica area è connessa con le regioni primitive del cervello, correlate alle emozioni. Il risultato di queste misurazioni è una "elettrovestibolografia", un vero e proprio elettrocardiogramma "della mente".
In collaborazione con un gruppo di ricercatori psichiatrici del centro universitario di ricerca, Lithgow ha effettuato numerosi test sui volontari e ha identificato diversi tracciati di risposta, o "biomarkers", che permettono di distinguere diversi disturbi mentali e neurologici.
Con l'azienda Neural Diagnostics, poi, la Monash University ha sviluppato e brevettato l'elettrovestibolografia, o EVESTG.
Come funziona? Il paziente siede su una speciale sedia che raccoglie attraverso elettrodi l'attività elettrica dell'area vestibolare. Quest' ultima viene poi confrontata con i biomarkers per giungere ad una diagnosi che arriva in massimo un'ora.
"Sebbene sia auspicabile che un giorno la diagnosi dei disturbi mentali e neurologici sia rapida e precisa, nutro alcune perplessità rispetto alla scoperta in questione," dichiara la d.ssa Lucia Imperatore, Psicologa esperta in psicodiagnostica e responsabile di Psicozoo.it , magazine online per esperti della mente. "La procedura va benissimo per i disturbi neurologici, di solito associati chiaramente a lesioni cerebrali o a modificazioni dell'attività elettrica del cervello. Sui disturbi psichiatrici la questione è diversa: ancora non sono stati trovati substrati neurologici precisi che definiscano le diverse patologie. La stessa definizione dei disturbi (depressione, schizofrenia, anoressia, disturbi d'ansia, ecc.) non è precisa: tanti pazienti sono al confine tra un disturbo e l'altro e a pochissimi si può attribuire chiaramente una diagnosi piuttosto che un'altra." "Come farà," prosegue la d.ssa Imperatore "questo dispositivo a distinguere una tristezza prolungata causata dalla depressione, da un'ansia eccessiva che butta giù il paziente o dalla perdita di una persona importante? E come distinguerà la paura di chi ha un disturbo d'ansia generalizzato, da quella di uno psicotico terrorizzato di vivere? Non voglio chiudere le porte alla possibilità che questa invenzione sia una scoperta rivoluzionaria, ma proporrei di andarci cauti prima di cantare vittoria."
Che incredibile panzana. Fa il paio con il progetto pilota finanziato da Bush in USA per la sostituzione degli psichiatri con macchine a flow-chart fissa: domande poste dal terminale al paziente SI, NO, SI, NO, etc finchè non esce fuori la diagnosi. Con la diagnosi vai dal medico che ti prescrive il farmaco in un minuto, ed ecco lo psichiatra relegato al ruolo di mero distributore di ricette. La dott. ssa Imperatore è fin gentile, anzi, troppo educata: questa "velina", postata probabilmente dal produttore stesso o da qualcuno a lui vicino, è una delle cose più tristi che abbia letto negli ultimi mesi.
alle 11:34
Antonio De Palma
Faccio i miei complimenti alla Dottoressa, mi trovo sin troppo d'accordo con il Suo giudizio e, per quanto rispetti ed utilizzi la tecnologia, beh, quando abbiamo qualche problema la gente è spinta ancora di rivolgersi al proprio specialista di fiducia (per fortuna!).
E poi, se la dottoressa ha un visino così delicato, direi che è anche più piacevole ;-)