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Nov 0916

Everybody loves Twitter : ecco perchè Google e Microsoft inseguono l'uccellino azzurro.

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 16:20 in informatica


Come probabilmente saprete, sia Google che Microsot sono entrati in partecipazione con Twitter: si tratta di una buona scommessa, poichè quello social è e sarà sempre di più un elemento davvero importante nel futuro della ricerca sul web.

Quando si cercherà in rete, il motore di ricerca farà una sola cosa e bene: cercare contenuti e organizzarli a partire da quelli più rilevanti in relazione a noi.

Cosa significa "in relazione a noi"? Esempio: Facciamo conto voi viviate a Napoli, e vogliate acquistare un'auto nuova (buona fortuna). Anche se non lo sapete, l'intera città di Napoli è di fatto divisa in (facciamo) 3 tipi di acquirenti di auto: un gruppo guida Fiat, un gruppo guida Renault e un altro gruppo guida tutti gli altri (sto ovviamente generalizzando).

Facciamo conto che cercando "auto nuova a napoli" io trovi una Renault: il risultato non mi sarà dato non solo dal fatto che la Renault è un'auto migliore, ma dagli acquisti medi della comunità di cui faccio parte: i miei amici guidano Renault, mio padre ha una Renault, i vicini che mi stanno poco a genio una Fiat...quindi in testa alle ricerche troverò Renault.

Stessa cosa per altri tipi di prodotti: se la maggior parte dei miei amici ama la nutella, forse piacerà anche a me, e cercando "creme alla nocciola" troverò in testa risultati che posso verificare nella vita reale, magari chiedendo un parere personale ad amici e parenti sul sapore di quel dato alimento.



INVECE - Google e Microsoft hanno fino ad ora basato le loro ricerche sulle cose anzichè sulle persone: Se cerchi la ricetta di una zuppa, troverai quella popolare in altri siti o quella legata a un marchio importante. E' un buon risultato, ma da una prospettiva generalizzata.

Twitter ha il fattore opposto: è davvero centrato sulle persone, o meglio potrebbe (si può fare di più). E combinare i risultati 'tradizionali' con quelli condizionati dalle persone vicine può produrre risultati spettacolari.

Un motore di ricerca che fornisce risposte, non risultati.

Cercare una zuppa sarà come mandare in giro qualcuno a: informarsi su quali zuppe sono sul mercato, a quali sono più buone, a quali sono state già provate in giro, a quali sono state già provate dai nostri amici. Questo qualcuno ci darà delle risposte mediate e ordinate in base a quanto sono verificabili.

E' questo il futuro della ricerca, qui si giocherà la partita di Microsoft (con il suo Bing) per superare Google, e quella di Google per stabilire almeno un altro decennio di supremazia nelle ricerche sul web. E non solo... (restate attenti: tra un pò arriveranno altre novità)

 

 

 

 

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Come probabilmente saprete, sia Google che Microsot sono entrati in partecipazione con Twitter: si tratta di una buona scommessa, poichè quello social è e sarà sempre di più un elemento davvero importante nel futuro della ricerca sul web. Ecco perchè. [continua]

Commenti

1. crmldmr, Lunedì 16 Novembre 2009 ore 22:37

La cosa che mi fa pensare il tuo pezzo è che ci sia con questa evoluzione logaritmica, da google a twitter alla ricerca semantica, un passaggio da una ricerca dall'alto di tipo statistico antologica, alla ricerca emergente dal basso di tipo stocastico evolutiva. Insomma da una specie di Creazionismo ad una ricerca Darwiniana. Ne vedremo delle belle. Non chi sopravviva, ma chi sia più adattivo nella sua forma semantica.

2. Holodoc, Martedì 17 Novembre 2009 ore 07:23

Questa cosa non mi piace e giustifica ancora di piu' la mia avversione verso i social network, perche':

1) La conoscenza sara' subordinata al volere degli sponsor facendoti credere di essere TU a scegliere. Google diventera' come il commesso di un negozio che fara' di tutto per trovare qualcosa che ti piace in maniera da non farti uscire a mani vuote. Ovviamente gli sponsor ci guadagnano.

2) Io non uso Google solo come "PAGINE GIALLE", ma soprattutto come una "enciclopedia". Se faccio una ricerca Google e' per trovare informazioni e voglio essere IO a decidere a quali accedere e se una cosa mi piace o meno, senza che qualcuno "interpreti" le mie scelte in anticipo.

3) 2 persone che fanno la stessa ricerca su google avranno 2 risposte diverse... che senso ha? la rete e'una.

Ceto che fino a che non saro' iscritto a Twitter non avro' da preoccuparmi 8-)

3. Luke, Martedì 17 Novembre 2009 ore 08:09

Quoto Holodoc in pieno.

4. crmldmr, Mercoledì 18 Novembre 2009 ore 15:41

la rete per definizione non è seriale, in cui hanno senso uno due tre ect ect....

la rete è distribuita, mosaico, capillare. coem la nostra capacità illimitata di assimilare procedure di consocenze.

la rete è molto simile a come funzioniamo. credimi. 

5. Holodoc, Mercoledì 18 Novembre 2009 ore 21:34

Se la "rete" si prostituisce ai gruppi di potere economico allora ti assicuro che e' MOOOLTO diversa da come funziono io!

Io so solo che non mi servono un Bill Gates o uno Steve Jobs o altri che mi dicano di cosa ho bisogno. Se i loro prodotti mi piacciono e soprattutto mi sono utili li compro, altrimenti me ne sbatto. Lo stesso faccio con le informazioni: leggo di tutto, mi formo una opinione e decido cosa e' giusto o sbagliato, utile o inutile, senza che nessuno debba filtrare prima.

6. gianluca [futuroprossimo], Mercoledì 18 Novembre 2009 ore 21:44

@Holodoc - Ma già adesso tu scegli tra fonti messe in ordine comunque dai motori di ricerca, non credo tu digiti URL a caso: se tu vuoi, puoi andare a pagina 112 di Google e leggi quello che ti pare..

..in futuro, semplicemente, l'ordine delle informazioni terrà conto anche del posto in cui vivi, delle cose che fai abitualmente eccetera.

Semplicemente ma non banalmente: sarà un cambiamento non da poco!

7. Holodoc, Giovedì 19 Novembre 2009 ore 09:01

@crmldmr -

1) non c'e' solo Google.

2) sono in rete dal 1995 e so benissimo che Internet sarà sempre di più plasmato / controllato / posseduto dai grandi poteri economici, che lo renderanno più attraente con applicativi 2.0, 3.0, 4.0 ma sempre meno libero.

3) già nel '97 con ICQ avevo amici in tutto il mondo con cui chattavo, chiamavo in voce e video, condividevo file e che ho anche conosciuto di persona. Adesso con Facebook, GRAZIE A CHI LO SPONSORIZZA SU TUTTI I MEDIA, la rete e' in mano ad una massa di esibizionisti/voyeuristi che ti tediano su cosa stanno vedendo in TV o su quante volte ha fatto la cacca il loro cane. Se ti sembra un passo avanti...

8. Luigi, Giovedì 19 Novembre 2009 ore 14:03

straquoto holodoc, primo e secondo commento, non c'è null'altro da aggiungere

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