Il blog sul mondo che verrà

Ok, ora che ne hanno diffusamente parlato tutti i giornali (recuperando notizie anche vecchie di mesi, mai affrontate seriamente), possiamo unirci al coro: Il neurologo Paolo Maria Rossini ed il suo team del Campus Bio-Medico a Roma hanno creato una mano robotica che permette a chi la indossa di controllarne i movimenti e di riceverne sensazioni tattili: una rivoluzione totale nello studio degli arti bionici.
Pensate a quanti soldi vanno via per la guerra: sarà retorica, ma vanno confrontati questi 3 milioni di euro con una qualsiasi delle bombe che vengono gettate alla buona in ogni teatro di guerra, e vengono finanziate profumatamente anche con i nostri soldi da politici, campioni e sapienti di due sole filosofie: Mentire e Fallire.
3 milioni per entrare nella storia: per la prima volta nel mondo una persona amputata (in questo caso Pierpaolo Petruzziello, un 26 enne che ha perso la sua mano in un incidente d'auto) può compiere normali movimenti usando una protesi robotica. Portiamoci persone così nel futuro. Grazie, grazie Paolo.
Senza contare il fatto che con le mani si fa TUTTO. Io preferirei mille volte avere una mano robotica piuttosto che la mano di qualcun'altro... chissà cosa ci ha fatto... E' lo stesso motivo per cui la prima persona al mondo ad aver ricevuto un trapianto di mano se l'è fatta ristaccare tre mesi dopo.
@Surak, i trapianti danno sicuramente un aspetto più "naturale" ma non dimentichiamo che sottopongono il trapiantato ad una pesante e continua assunzione di farmaci antirigetto che sono in pratica immunodepressori.
Non dimentichiamo che questo è il primo passo che è servito a dimostrare la funzionalità, in futuro avremo affinamenti sicuramente anche dal punto di vista dell'aspetto.
Quello che c'è di fantastico è che tale protesi ridona la sensibilità cioè rende l'arto una parte viva cosa utile sia da un punto di vista pratico che psicologico.
Certo è una delle varie strade possibili e non magari la più auspicabile (la rigenerazione o i trapianti sono sicuramente più "naturali") ma è già un passo che con migliori strumenti e apparecchi possono riportare ad una sensibilità identica all'originale.
alle 18:23
Surak 2.0
@3 Andrea
Beh, anche nel ridurre gli effetti del rigetto ci sono stati grandi progressi (in alcuni casi, avevo letto, si era riusciti a far credere al sistema immunitario che fosse un organo proprio, quindi azzerandolo) e si suppone che ve ne siano sempre più.
Certo è augurabile che i progressi avanzino presto in tutti i settori e le opzioni, ma riterrei quello robotico più un sostituto provvisorio in attesa del "ricambio" giusto.
@4 Luke
Bon, ovviamente ci sono varie psicologie e quindi varie preferenze, ma sarebbe bene che la gente imparasse che ogni organo ogni tot anni è "sostituito" cellula per cellula, quindi alla fine quell'organo diventa un altro (cioè, non più quello del donatore) sebbene mantenga un dna diverso.
Magari utilizzando le staminali eterologhe potranno pure farlo diventare dello stesso dna sul principio sopra citato.
Come dire, siamo davanti ad un'epoca molto interessante.