Il blog sul mondo che verrà
I display flessibili sono un traguardo tutt'altro che irragiungibile ad oggi, Marzo 2010: le aziende stanno facendo passi da gigante, guidate da una capofila importante come la HP, in grado di imprimere agli sviluppi di questa tecnologia una forte accelerazione.
Le novità per una volta non riguardano tanto i materiali quanto i processi: l'azienda americana sta ultimando la definizione di un metodo produttivo chiamato Litografia autoallineata (Self-Aligned Imprint Lithography, o SAIL). Anzichè realizzare i display flessibili "in fogli", HP realizza veri e propri 'rotoli' che poi vengono 'tagliati' e resi autonomi.
Può sembrare una sciocchezza: vale la pena di ricordare che non stiamo parlando di carta, ma di veri e propri dispositivi elettronici.
C'è naturalmente un problema, purtuttavia: i display prodotti con questo metodo hanno un'autonomia piuttosto ridotta. Possono essere arrotolato non più di una mezza dozzina di volte prima di rovinarsi.
La strada però è promettente, e rivela la chiave per vincere questa nuova scommessa: per affacciarsi al mondo, gli schermi flessibili hanno bisogno di una cosa in particolare: un metodo di produzione economico, rapido ed efficiente. Trovato questo, ci ritroveremo schermi ovunque.
Eccovi una demo di questa nuova tipologia di display.
Se volete, smettete e basta: anche la sigaretta elettronica è cancerogena?
Che meraviglia: E' la fine della dialisi grazie ad AWAK
Una bimba di 2 anni e mezzo alle prese con iPad.
Aziende americane sviluppano case-container da 8000 euro
L'Herpes trasformato in virus killer contro i tumori: funziona.