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Grasso e tessuti muscolari prelevati da un paziente possono essere convertiti in ossa e cartilagini per accelerare il processo di guarigione da fratture: un gruppo di ricerca è riuscito a far ricrescere ossa più rapidamente inserendo un gene in piccoli "cerotti" di grasso e muscoli estratti dal paziente e 'applicati' sulla ferita.
Questa nuova tecnica potrebbe rendere rapidissimo il processo di guarigione, abbattendo i tempi di trazione e di attesa dei pazienti.
Il gruppo della Harvard Medical School di Boston ha completato con successo i test sui ratti, ottenendo risultati strepitosi: fratture guaribili in un quarto del tempo (1 mese contro 4).
Il professor Chris Evans, a capo della ricerca, scrive: "il metodo può ancora essere migliorato, arriveremo a curare una frattura restituendo la completa funzionalità in meno di 10 giorni".
TUTTO E' NATO DA UN DIFETTO - La scoperta di questa nuova tecnica è nata dallo studio di un raro disturbo, conosciuto come fibrodisplasia ossificante progressiva: un problema genetico che causa la formazione di ossa all'interno dei muscoli di un paziente. Il gruppo di ricerca ha studiato il gene responsabile di questa variazione e l'ha adoperato per creare degli speciali 'cerotti' di tessuto muscolare, in grado di trasmettere la ricrescita ossea alla parte danneggiata.
Il processo funziona anche per il ripristino della cartilagine delle ginocchia: in futuro terremo sempre da parte un piccolo prelievo di tessuto muscolare e grassoda riutilizzare in caso di fratture?
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