Il blog sul mondo che verrà

La prossima era dell'auto elettrica ha aguzzato l'ingegno di molti visionari e di grandi aziende. Tutti sono alle prese con il calcolo dei chilometri di autonomia che un veicolo elettrico potrà offrire loro, e si chiedono cosa fare in mancanza di stazioni di rifornimento: le soluzioni sono tante, e occorre anzitutto riflettere sul fatto che il concetto stesso di 'stazione' potrebbe mutare.
Contribuisce a migliorare la nostra visione Yves Behar con il suo concept WattStation, un 'caricatore stradale' sistemato sul marciapiede come un normale parchimetro.

Eh già: non c'è mica bisogno dei grandi casermoni, delle uscite stradali e degli altri ammenicoli da vecchia era del carburante fossile: i punti di ricarica possono essere molto più piccoli e permetterci di sfruttare anche i tempi morti di una vettura, primo fra tutti il parcheggio.
Immaginate un futuro prossimo nel quale scendete in centro, parcheggiate e collegate l'auto al parchimetro: potete pagare il pedaggio per la semplice sosta o un prezzo aggiuntivo per ricaricare l'auto, che troverete molto più "elettrizzata" al vostro ritorno.
Le soluzioni sono buone e,si, stanno cominciando a diventare estremamente verosimili.Perchè "cablare" la distribuzione dell'elettricità è già presente in tutti i centri abitati. Basta una centralina di derivazione con opportuno "contatore" per i prelievi dalla rete e sistemi di pagamento POS per il pagamento da parte dell'utente sia della sosta che dell'energia elettrica acquistata.
perché "ad alta potenza"?
già oggi le auto elettriche si collegano alla normale presa di corrente "domestica" a 220...
Inoltre l'idea della rete di rifornimento distribuita è carina ma non penso sarebbe praticabile, a causa dei costi infrastrutturali ed energetici. Una cosa è ricaricare le batterie presso una stazione di servizio, un'altra è cablare tutta una città con colonnine di rifornimento ad alta potenza.
Il trasporto elettrico non soppianterà i carburanti fossili fino a che non si avrà la stessa densità di energia al Kg e stessa autonomia data dagli idrocarburi.
La soluzione del cambio batterie avrebbe anche il vantaggio di preservare i posti di lavoro delle attuali aree di rifornimento (naturalmente convertite al nuovo sistema). Altrimenti vedrai che scioperi! ;)
Mi sembra l'applicazione di un vecchio sistema (il rifornimento di benzina) ad una tecnologia avanzatissima. L'unica soluzione e' e rimane il cambio di batterie presso quelle che potrebbero essere le attuali stazioni di servizio mediante un contratto. Quando le batterie sono scariche ci si ferma in una stazione di servizio con cui si ha il contratto, si sostituiscono le batterie (self service o servito, come adesso) in pochi minuti e si riparte. Punto Stop Finito. Poi il gestore provvedera' alla ricarica delle stesse...
Se volete, smettete e basta: anche la sigaretta elettronica è cancerogena?
Che meraviglia: E' la fine della dialisi grazie ad AWAK
Una bimba di 2 anni e mezzo alle prese con iPad.
Aziende americane sviluppano case-container da 8000 euro
L'Herpes trasformato in virus killer contro i tumori: funziona.
alle 15:40
Andrea
Scusate, manca il punto di domanda dopo "cablare".
Un ulteriore commento: il progetto è sponsorizzato da GE, mica pincopallo, vuol dire che almeno in linea teorica l'idea vale la spesa di preparare un concept.