Il blog sul mondo che verrà
Il tempo è galantuomo, e la diffusione in rete delle piattaforme per creare e condividere informazioni ha sdoganato i 'ragazzini terribili' dei blog, una nuova, vastissima generazione di persone in grado di osservare la realtà e raccontarla ad un pubblico sempre più ampio in modo personale, accattivante, professionale.
In Italia il giornalismo su carta stampata conosce una delle sue crisi più grandi proprio in questi giorni, con il ddl sulle intercettazioni e la seguente levata di scudi in difesa della libertà d'informazione: ma i problemi dei giornalisti non vengono solo dal versante della legislazione.
Un' indagine promossa da AstraRicerche (ecco il link per scaricarla) ci dice già da tempo che il pubblico giudica i giornalisti "menzogneri" (68%) "poco informati" (60%), "esagerati" (59%), "non indipendenti" (52%), "di parte" (48%), "poco comprensibili" (30%).
Viene da sè che, quando la verifica di una notizia è virtualmente immediata a mezzo internet, una parte dell'audience si stia spostando sui blog: tradizionalmente terreni di uno o di pochi soggetti, indipendenti per natura (oltre che squattrinati), e ciò nonostante sempre più specializzati sul piano dei contenuti e del loro confezionamento.
E' una importante opportunità per ritagliarsi uno spazio che più in là potrà portare anche profitto, quando su Internet la filosofia dei micropagamenti sarà abbastanza diffusa da permettere ad un blog di avere migliaia di abbonati che, con una piccola cifra, sosterranno la testata e il suo proprietario.
Il futuro sarà fatto di giornalisti-performers in grado di vagliare un'agenzia o di raccogliere un evento da vicino, di realizzare un 'pezzo' e di abbinargli foto e immagini adatte. Sempre più banche dati professionali (un esempio su tutti quello di GettyImages, uno dei fornitori leader mondiali di contenuti digitali, e di Thinkstock , il nuovo servizio in abbonamento) si convertono al 'credo' freelance, fornendo a prezzi sempre più accessibili l'utilizzo di milioni di immagini creative e ad alta risoluzione come quelle presenti in questo post, o a quelle che potete scaricare qui , qui e qui come esempio.
Contenuti interessanti, appeal diretto, linguaggio nuovo, rinnovata credibilità e notizie 'confezionate' in modo assolutamente impeccabile anche sul piano delle immagini (e della tutela legale del diritto d'autore, garantita in questi pacchetti di abbonamento). E' guerra, insomma.
Vincerà tra i 'giornalisti di domani' quello che riuscirà più degli altri a creare quel giusto binomio di qualità ed eleganza un tempo solo appannaggio dei rotocalchi, e l'impresa sarà doppiamente valida, perchè probabilmente sarà compiuta da un "uomo solo al comando" di se stesso e delle sue idee: il blogger.
non credo che la legge possa influenzare il successo delle testate giornalistiche, un giornale non è composto dal 90% di notizie sulle intercettazioni. C'è scarsa tendenza verso le nuove tecnologie, pochi giornali italiani consentono la lettura da pdf, che poi non sarebbe nulla di che cosa. Il Nyt qualche mese fa parlava di applicazioni per palmari e fogli elettronici, di applicazioni in Adobe Air per desktop, in italia tutto ciò non è stato nemmeno accennato. Ben vengano i blogger e i vari aggregatori... certo, non sarà facile destreggiarsi nell'attendibilità delle notizie, ma è un problema che chi naviga ha già risolto da tempo
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alle 13:16
gianluca [futuroprossimo]
@Luigi - Hai ragione sul ddl, ma considera che l'episodio può minare alla base il processo di formazione di una notizia, e incancrenire il rapporto che c'è tra la stampa e la politica: questo può portare a conseguenze dirette e ben peggiori, ed essendo "futuroprossimo" conviene ragionare in prospettiva :)