Il blog sul mondo che verrà

Nel 1997 la signora francese Jeanne Louise Calment morì serenamente all'età di 122 anni ("e volevo vedere che faceva pure storie!", per citare un film di De Crescenzo): è stata la donna più longeva mai documentata.
Checchè se ne dica, gli ultracentenari non sono così diffusi: solo 1 su 600.000 ce la fa, e raramente nelle nazioni più industrializzate. C'è un tratto genetico particolare che rende i centenari speciali? Qualcosa che si potrebbe osservare, studiare, riprodurre (e datemene un pò)? Secondo i risultati di uno studio a lungo termine condotto dalla Boston University School of Medicine, la risposta è SI.
Un team di ricercatori guidato da Paola Sebastiani e Tom Perls ha studiato 300.000 marcatori genetici in 800 individui ultracentenari e ha confrontato i loro profili con quelli di individui prelevati da campioni casuali: in seguito, il team ha sviluppato un modello genetico che è in grado di mostrare la predisposizione di un individuo a vivere per più di 100 anni. Con un'accuratezza del 77%.
I risultati rappresentano una rivoluzione nella nostra comprensione di quanto i geni influenzino l'attesa di vita.
E quel 23%? I ricercatori lo attribuiscono a varianti genetiche 'di circostanza': "fare scelte di vita salutari come mangiare meglio o smettere di fumare giocano un ruolo importante nel determinare quanto vivremo" sostiene Andrew Sugden, di Science.
E' presto per adoperare questo 'oracolo genetico' sulle persone: piuttosto il modello genetico è importantissimo per capire come dei geni specifici proteggano i "matusalemme" da demenza, infarti e cancro.
In altre parole le nostre scelte di vita conterebbero per un quarto, mentre per tre quarti la lunghezza della nostra esistenza e la nostra qualità di vita dipenderebbero dai geni: un buon motivo per cominciare a comportarsi meglio, e per continuare gli studi :) Manderò un biglietto di ringraziamenti personali a questo valente team il giorno del mio 99° compleanno.
Lo giuro :)
Ecco l'estratto dello studio: c'è di mezzo anche il Dott.Annibale Puca, dell'Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR.
complimenti! come riesci a svilire tu il senso della vita non ci riesce nessun altro!!
...spero sia solo il pensiero dei tuoi geni e non il tuo hihihi
Il decadimento senile è attivato dai geni. Noi siamo fatti di cibo (letteralmente) e finchè abbiamo cibo a disposizione in teoria possiamo vivere. Nn c'è motivo in fatti che lo stesso cibo, da 0 a 40 anni ci faccia crescere e da 40 a 80 ci faccia decrescere. Il problema è che per i nostri bravi geni noi dopo una certa età nn serviamo più. Una volta passata la nostra copia genetica ad un altro individuo (un figlio) siamo elegantemente messi da parte dai geni che invece continuano a perpetuarsi nelle generazioni. Siamo solo un veicolo momentaneo per la propagazione di un replicatore di nome DNA. Chiaramente se trovassero la chiave dell'attivazione del decadimento senile il gioco sarebbe fatto!
mah io scusate ma visto che spesso ci si arriva rincoglioniti, in carrozzina e con un eterno rimpianto di quando si era giovani e belli, preferisco di gran lunga crepare felice a 80 magari ancora in buona forma fisica e mentale!! altro che 100anni
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Vincenzo
Il senso della vita è quello che tu vuoi darle. L'evidenza dei fatti è una sola. ;)