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Mar 10 1

Il prossimo uomo sulla Luna? Quale uomo? :)

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 16:42 in astronomia


Da quando il budget per le esplorazioni spaziali è stato 'tagliato' e alla NASA sono state chieste più soluzioni innovative e meno missioni 'esterne', fioccano i progetti economici per continuare nella corsa al cosmo.

Gli ultimi sforzi si concentrano su missioni prive di esseri umani, meno dispendiose e rischiose: la NASA intende ovviamente avvalersi di robot, come nel caso del progetto M che si propone di inviare sulla Luna entro 3 anni (!!!) uno o più robots umanoidi controllati da terra.

I robots non richiedono supporto vitale e inviarli nello spazio sembra essere molto più comodo: riusciremo almeno a inviare un androide?

Un video del Progetto M:

 

Mar 10 1

Ecco chi c'è dietro Blue Origin

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 16:11 in astronomia


Segreto svelato: è Il multimiliardario Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, l'eminenza grigia che sta dietro il progetto spaziale segreto conosciuto come Blue Origin.

C'è qualche nuova informazione che vogliamo condividere con voi: il New Sheperd, una navicella spaziale in grado di portare uomini nello spazio (3 o 4 astronauti), decollare e atterrare verticalmente proprio come nei vecchi films di fantascienza.

Quello che vedete in foto è il primo prototipo di Blue Origin, chiamato Goddard: dall'azienda fanno sapere che "non necessariamente il New Shepard avrà lo stesso aspetto una volta operativo."

Uno degli obiettivi del progetto è quello di portare turisti spaziali all'altezza di 120Km, farli gironzolare in atmosfera di microgravità per circa 3 minuti e poi atterrare nuovamente, sempre in posizione verticale: una volta in prossimità dell'atterraggio, l'accensione di speciali 'retrorazzi' permetterebbe al vettore di toccare terra dolcemente.

Gli scienziati di Bezos non parlano di quando verranno avviati i primi test di volo, o quando il New Sheperd sarà in grado di fare il suo debutto: tuttavia il primo fondo di quasi 4 milioni di dollari giunto anche dalla NASA fa capire quanto la ricerca in questo campo sarà stimolata, specie in un periodo di 'magra' per le missioni spaziali (come deciso lo scorso mese da Barack Obama).

Eccovi il video dei primi test del 2006 sulla navicella Goddard:

Gen 1031

Un cannone subacqueo a gas naturale 'sparerà' in orbita i satelliti?

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 20:32 in astronomia


John Hunter, ex fisico del Laboratorio Lawrence Livermore, ha sviluppato una importante esperienza nel corso della sua lunga carriera in ambito pubblico: quella di sparare con un fucile grande 130 metri, per testare motori supersonici.

Si tratta ovviamente di uno sparo 'meccanico', un lancio che ha dato lo spunto ad Hunter (Un cognome che in italiano sarebbe "Cacciatore": per un lavoro del genere è piuttosto indicato) per sviluppare la sua azienda, la Quicklaunch.

Più su - Le rinnovate ambizioni di hunter si sono tradotte in un'arma davvero esorbitante: il "quicklauncher" progettato dal fisico è grande quasi 1000 metri: il gas naturale che lo alimenta crea abbastanza pressione da inviare un carico di mezza tonnellata nello spazio alla velocità di 21.000Km orari: è esattamente ciò che Hunter intende fare.

Questo 'cannone spaziale' potrebbe essere un metodo molto più rapido ed economico per inviare rifornimenti di carburante o satelliti in orbita: Hunter testerà un prototipo da 3 metri (dopo tutte queste cifre, ho l'impressione che sparerà una miccetta) a Febbraio, e se tutto andra bene avvierà la produzione del dispositivo.

Se Quicklauncher si farà, occorreranno 7 anni di lavoro e 450 milioni di euro, ma i lanci potrebbero avere costi inferiori del 50%: ci si spara per molto meno :)

Dic 0914

Una nuova ricerca aumenta l'ipotesi di vita su Marte

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 11:14 in astronomia


Una nuova ricerca ha rafforzato la tesi che esista vita biologica sotto la superficie di Marte: gli scienziati dell'Imperial College di Londra hanno mostrato come i livelli di Metano sul pianeta rosso non possono essere spiegati con gli impatti dei meteoriti. La teoria più accreditata a questo punto è che ci siano microorganismi che producono metano come risultato del loro processo metabolico.

Il Metano è costituito da 4 atomi di idrogeno legati ad un atomo di carbonio, ed è il principale gas naturale sulla nostra Terra: su Marte la sua presenza ha una breve durata a causa delle reazioni chimiche che innesca con l'atmosfera del pianeta.

Il professor Mark Sephton del dipartimento di Scienze Naturali dell'Imperial College di Londra, co-autore dello studio, considera un grande passo avanti questa nuova presa di coscienza: "la lista delle possibili fonti di metano sta restringendosi e l'ipotesi di vita extraterrestre sul pianeta rosso diventa sempre più probabile".

Il Team aiuterà con questo studio NASA ed ESA, che pianificano una missione su Marte nel 2018 in cerca di risposte.

 

Nov 0910

Il Giappone fa sul serio: Energia solare dallo spazio entro il 2030

Pubblicato da Gianluca Riccio alle 12:29 in astronomia, energia


So che può sembrare una visione fantascientifica, ma l'Agenzia Spaziale Giapponese fa terribilmente sul serio: entro il 2030 ha intenzione di raccogliere energia solare nello spazio e trasmetterla sulla terra attraverso fasci di microonde.

L'Ente ha appena contattato alcune aziende e un team di ricercatori per raggiungere questo obiettivo non da poco: un piano da molti miliardi di euro che permetterà energia illimitata entro pochi decenni.

Con le sue ridotte risorse e la sua alta dipendenza dai combustibili importati, il Giappone è da sempre stato attento allo sviluppo dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili: il progetto di questo Space Solar Power System (SSPS), che coinvolgerebbe uno o più mega pannelli solari di una grandezza complessiva stimata in 4Km quadrati in orbita geostazionaria è la quintessenza di questa ricerca.

“L'energia solare è una fonte inesauribile e pulita, e questo sistema sarà in grado di risolvere tutti i problemi energetici e buona parte di quelli ambientali," scrivono senza tentennamenti i ricercatori della Mitsubishi Heavy Industries, uno dei partecipanti al progetto.

D'altra parte i raggi solari abbondano nello spazio :)

Le celle solari catturerebbero l'energia che nello spazio è 5 volte più forte di quella 'catturabile' nella nostra atmosfera, e la invierebbero a terra attraverso fasci di microonde 'raccolti' da gigantesce antenne paraboliche posizionate in mare o in zone lontane dallo sviluppo urbano: questo il piano illustrato daTadashige Takiya, portavoce della JAXA (Agenzia di Esplorazione Aerospaziale Giapponese).

I ricercatori puntano a realizzare un sistema da 1 Gigawatt, equivalente a quello di una centrale atomica di media grandezza, in grado di produrre elettricità a circa 5 centesimi per kilowatt-ora, 6 volte più economica di quella che i Giapponesi si ritrovano 'in bolletta'.

I PASSI DELL'IMPRESA

La sfida è gigantesca ma la rincorsa è lunga: è dal 1998 che 130 ricercatori sono allocati solo a questo progetto: il mese scorso i Ministri Giapponesi di Scienza ed Economia hanno iniziato la selezione delle aziende partecipanti realizzando un Consorzio che le accorperà.

L' "Institute for Unmanned Space Experiment Free Flyer" includerà tra le altre Mistubishi Electric, NEC, Fujitsu e Sharp, con un primo step già tra qualche anno: "un satellite per i test di trasmissione a microonde verrà messo in orbita da una missione Giapponese", dice Tatsuhito Fujita, uno dei ricercatori JAXA che segue il progetto.

Il Passo successivo, atteso nel 2020, è il lancio di una struttura-prototipo dalla capacità di 10 megawatt: 5 anni dopo un prototipo da 250 megawatt rappresenterà la 'vigilia' della realizzazione finale.

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